Una «Marea» che piace

I Seconda Marea sono un gruppo che va controtendenza rispetto al mainstream. Celebrano la natura e il «vivere lentamente» proprio in un momento nel quale il pop e il rap esaltano il lusso o la frenesia. Con una matrice vicina al folk affrontano temi legati al clima, all'acqua, ai boschi, alle strade bianche. Da Slow, che è il fulcro dell'album anche perché gli dà il titolo, a Sangue di legno, che è un testo sulla nostra tradizione o Via dell'Orto, curioso canto che aiuta a smarcarsi dalla modernità, il disco è una celebrazione non retorica di un modo di intendere la vita ben oltre (e ben più «in alto») rispetto alle futili polemiche sull'alimentazione e sulla bioagricoltura. Un bel disco fuori dal coro.