Via Margutta è sempre un palco a cielo aperto

A Roma la celebre strada promuove il turismo culturale

Via Margutta è conosciuta in tutto il mondo per la sua storia legata all'arte. La sua fama internazionale la deve al numero esuberante di pittori, scultori, musicisti, e poi registi, attori e attrici di cinema e teatro che l'hanno abitata. Una vocazione che giunge fino a noi dalla fine del Cinquecento con i primi artisti insediati in questa strada che portava alle terrazze del Pincio.

La sua concentrazione di ricchezza storica e culturale ha fatto sentire l'esigenza di recupero di una vitalità creativa più incisiva ad un comitato di persone, unite nell'Associazione Internazionale Via Margutta presieduta da Laura Pepe, in accordo e collaborazione con il Comune di Roma. Molte sono state le proposte e i progetti realizzati in questi ultimi anni. Dalla pubblicazione del prezioso volume su via Margutta di Francesca di Castro, al Festival delle Arti curato da Valentina Moncada, all'Anno Marguttiano, iniziativa biennale di promozione del turismo culturale inaugurata a partire da quest'anno. Il filo rosso che unisce tali progetti è il far passare il riconoscimento di una sentita attualità storica mediante il recupero filologico della presenza e del passaggio di personalità illustri del mondo dell'arte - da Rubens a Puccini, d''Annunzio, Picasso, Le Corbusier, Fellini insieme a moltissimi altri - in questa magica via da sempre caratterizzata da un'attenzione alla contemporaneità. Un luogo che ha tutte le premesse per essere sempre più un punto di riferimento per l'arte e gli artisti in qualità di museo e palcoscenico dell'arte a cielo aperto.

Il recupero della memoria topografica e artistica di via Margutta prevede la collocazione di targhe a raccontare e identificare le più importanti dimore di artisti. Un secondo step è il mistero svelato: sono stati contati milletrecento nomi della cultura protagonisti delle arti visive, musicali, letterarie, poetiche, del cinema, della moda, della danza provenienti dall'Italia e dal mondo. Queste presenze saranno «svelate» da una targa infinita, per sempre aggiornata, che si svilupperà sulla pavimentazione tra i sampietrini della strada, come le strisce di travertino realizzate sulla Piazza del Campidoglio negli anni Trenta da Munoz su disegno di Michelangelo. Una memoria che si ravviva perpetuamente collegandosi al presente e all'arte che deve ancora sorprenderci.