Marillon, Ottanta rock

È l'album neo-prog per eccellenza, la pietra di paragone. Musicalmente parlando Misplaced Chidhood dei Marillon (1985) divide da sempre. È molto anni Ottanta (suono esile) e piuttosto commerciale negli intenti, nonostante l'etichetta «progressive» che tanto faceva comodo a Fish che così si dava un contegno. E poi c'è tutta un facciata in forma di suite. Già Fish, quello con la voce simile a Peter Gabriel che piaceva agli inconsolabili fan dei Genesis prima maniera. Album molto melodico che scalò le classifiche con il tormentone Keylight. «Deejay Television» ce lo fece odiare. Molto meglio il solido rock di Hearth of Lothian e di Childhood's End. Rimasterizza il prezzemolino Steven Wilson, chi altri sennò.