Mark Twain? Con la sua ironia voleva mandare tutto in "fumo"

In «Addomesticare la bicicletta» il meglio dell'autore di «Tom Sawyer»

Un Mark Twain (1835-1910) che sfata tic, manie e convenzioni dei suoi contemporanei, tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Ecco è il menù che apparecchia l'autore di Huckleberry Finn e Le avventure di Tom Sawyer in un suo testo inedito fino oggi e che il Giornale anticipa in questa pagina.

Lo scritto è tratto da Addomesticare la bicicletta, in libreria da martedì per Mattioli1885 (pagg. 140, euro 10; traduzione di Livio Crescenzi), un volume che raccoglie un gruppo di testi risalenti agli anni 1899-1902 e che toccano gli argomenti più diversi: da Richard Wagner all'insegnamento dell'inglese a scuola, dalle api come esempio per l'essere umano alla allora «diabolica bicicletta» (quella con la ruota anteriore grandissima) sino a questa dissertazione sul tabacco. Dissertazione sul piacere di fumare ma al contempo anche un'accusa modernissima su un mondo commerciale - e dove lo Stato tassa anche i vizi pur di guadagnare - dove i consumatori sono più attirati dalle marche che dalla effettiva qualità.

In questo Concerning Tobacco, in particolare, Twain rivendica il diritto proprio (e di tutti) di avere un gusto personale lontano dalle etichette e dal lusso perché non sempre il costo alto, in questo caso dei suoi adorati sigari (ne fumava un centinaio a settimana), coincide con la qualità. Un concetto che oggi è «di moda» e «green», ma che formulato a fine 800 dimostra tutta la grandezza dello scrittore americano nell'aver anticipato il nostro oggi.