Da Marvin Minsky ai meta-strumenti

Dai primi passi dell'elettronica di Minsky alla cibernetica di Goto. Al principio Marvin Minsky: la sua recente scomparsa all'età di 88 anni - passata un po' in sordina -, ha riportato all'improvviso alla luce, almeno tra quanti seguono la modernità e la sua storia recente, l'importanza del personaggio. Che, in soldoni, si può riassumere così: pioniere dell'intelligenza artificiale, ha esplorato gli impatti delle macchine sulla società. In primis, nella musica. A chi abbia avuto occasione di leggere qualcosa sui suoi studi, che faceva con la coscienza e la perizia di un pianista preparato e di talento, non sarà sfuggito che inventò il sintetizzatore di musica elettronica, il «Musè». Già, proprio così. E da qui alla musica robotica il passo, si fa (molto) per dire, è breve. Rimanendo sui suoi sentieri si è arrivati alla musica robotica, agli esperimenti e alle rappresentazioni che si fanno intorno a essa. Ovviamente i pionieri-nipotini di Minsky ora perlopiù operano negli Usa, in Canada e Giappone. Uno degli esponenti di spicco che ha anche calcato le scene della Biennale Musica di Venezia, con le sue «creature» artificiali, è Suguro Goto. Giovane padre della robotica sonora una delle ultime frontiere della contemporanea è anche giovane padre di performance che sembrano arrivare dal futuro (https://www.youtube.com/watch?v=e60jUZIXeMc). Il prossimo passo? Anche se alcune strade sono già evidenti: robotica a parte, attualmente si ascolta il variegato pianeta delle onde sonore e dei rumori e quello dei cosiddetti meta-strumenti.