"Mayans M.C.", una serie tutta di "latinos" nell'America del muro di Trump

L'autore Sutter: «Una banda di motociclisti sbandati, ma con un'anima»

Dopo l'enorme successo delle sette stagioni di Sons of Anarchy, il creatore Kurt Sutter ritorna con Mayans M.C., spin-off della sua creazione precedente. La serie targata FX, che in Italia va in onda da oggi su Fox, divisa in dieci episodi, ha come tema principale le storie di un'altra banda di motociclisti che, a quattro anni di distanza, cavalcano i loro bolidi sulle strade fra la California e il confine Messicano. Uscito di prigione, dopo aver visto il futuro che sognava distrutto dal cartello della droga, Ezekiel EZ Reyes nel giro di poco tempo deve capire quale strada prendere. Da qui inizia l'avventura di una nuova serie, ambientata in un tempo futuro rispetto alle avventure di Jax Teller e dei suoi.

La prima domanda sorge spontanea: perché creare uno show analogo, un altro dramma familiare che coinvolge una banda di motociclisti? «Durante le ultime tre stagioni di Sons of Anarchy, sapevamo che alla fine della serie avremmo voluto continuare a raccontare questo tipo di mondo spiega Sutter - perché è una cosa che amiamo fare. Non volevamo però che si trattasse di un seguito diretto, abbiamo preferito mettere qualche anno fra l'epilogo di una storia e l'inizio dell'altra».

JD Pardo interpreta EZ Reyes, uno dei personaggi principali, un duro in cerca di vendetta ma anche alla ricerca della propria identità. «Quello che vedrete da subito commenta l'attore - è che per chi esce da una cella, non ci sono molte opportunità: sarà la stessa cosa per EZ. Suo fratello maggiore Angel è un membro a pieno titolo della banda dei Mayans M.C. Così lui entra a farne parte, nella speranza di risalire dal fondo. La cosa che amo di lui, è che osserva sempre ciò che fanno gli altri, come se volesse imparare da tutti, soprattutto dal fratello». È interessante notare come questa sia una serie americana in cui la maggior parte dei personaggi sono dei latinos. Secondo Edward James Olmos, che porta in scena Felipe Reyes, padre di Ez e Angel, questo show avrà il merito di spostare l'ago della bilancia. «Noi latinos siamo oltre il 22% della popolazione in USA e meno del 4% dei personaggi sullo schermo. Stiamo vivendo un momento difficile e anche per questo sentirete parlare molto di questa serie». Qualcuno potrebbe, però, polemizzare sul fatto che uno spettacolo principalmente interpretato da latino americani, si concentri sulle avventure di un gruppo criminale. «Certo, ma le storie che mi piace raccontare e i personaggi che amo creare sono così, feriti, in qualche modo danneggiati risponde Sutter - Si tratta di uomini che vivono al di fuori dei nostri parametri di normalità. C'è effettivamente in queste storie una componente di illegalità, i miei protagonisti sono dei fuorilegge, ma anche esseri umani con sentimenti complessi. In Mayans M.C., come in Sons of Anarchy la gente si appassionava alla storia perché in fondo si trattava di una famiglia».