Da McCarthy a Franco: thriller e romanzi invadono la Laguna

"Child of God", "The Canyons" e "Palo Alto": molti film legati alla letteratura saranno presentati al festival

Venezia è un festival per scrittori. In primis l'arzillo ottantenne - lo scorso luglio - Cormac McCarthy che torna, dopo la trasposizione di John Hillcoat del suo La strada presentato nel 2009, alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (la cui 70esima edizione si apre mercoledì prossimo), con Child of God diretto e interpretato da James Franco, l'attore più intellettualmente impegnato di Hollywood. A vestire i panni del protagonista ci sarà però Scott Haze, l'interprete ormai feticcio di Franco che vedremo in altri due suoi film, quello omonimo sul mitico Bukowski e nell'adattamento di un altro grande scrittore come il William Faulkner di As I Lay Dying (Mentre morivo) presentato allo scorso festival di Cannes. Mentre a Venezia impersonerà l'inquietante Lester Ballard, contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, che si trasforma in un killer spietato tra le montagne del Tennessee. Intorno a lui un coro di personaggi da museo degli orrori grazie a cui, ancora una volta, McCarthy - portato sul grande schermo anche dai fratelli Coen con Non è un paese per vecchi - riesce a raccontare con un sogghigno il trionfo assoluto del Male impersonato da quest'uomo che, anche se uccide, stupra e diventa necrofilo, è «nient'altro che un figlio di Dio come voi e me, forse». Pubblicato in Italia come sempre da Einaudi, Figlio di Dio (il terzo romanzo dello scrittore del 1973) è solo il primo degli appuntamenti che vedrà James Franco alle prese con Corman McCarthy visto che da anni sta lavorando all'adattamento di Meridiano di sangue. E il cerchio non si chiude. Perché lo scrittore vedrà un'altra sua opera - questa volta una sceneggiatura vera e propria - portata al cinema, The Counselor con un regista e un cast d'eccezione: dietro la macchina da presa Ridley Scott, davanti Javier Bardem, Brad Pitt, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Michael Fassbender.

Ma il circolo virtuoso delle letteratura al cinema di Venezia 70 prosegue sempre grazie all'iperattivo James Franco che è anche uno scrittore e infatti i suoi autobiografici racconti Palo Alto - la città natia oltre che culla della tecnologica Silicon Valley - si sono trasformati nell'omonimo film in cui la regista esordiente Gia Coppola, il nonno è Francis Ford e la zia Sophia, mette in scena storie che raccontano la confusione e la frustrazione tipiche della fase adolescenziale. Tra gli interpreti, naturalmente, non mancherà il tuttofare James Franco.

Il fascino del grande schermo miete però vittime d'eccezione, come Bret Easton Ellis, l'autore di American Psycho, che spesso e volentieri ama distruggere i film (degli altri) via tweet. Ora debutta come sceneggiatore per il regista Paul Schrader con The Canyons, titolo già in odor di scandalo con Lindsay Lohan, attrice a cui piacciono le porte girevoli delle prigioni statunitensi, e James Deen, il divo del porno atteso sul tappeto rosso del Lido di Venezia dove il film verrà presentato fuori concorso dopo essere stato reso disponibile su Internet negli Stati Uniti senza troppi entusiasmi da parte della critica.

Il filo rosso che lega la pagina scritta al grande schermo è ancora più evidente in uno dei tre titoli italiani in concorso, Via Castellana Bandiera esordio di Emma Dante che ha anche scritto il romanzo omonimo. Incontro-scontro tra le passeggere, interpretate dalla stessa regista e da Alba Rohrwacher, di due auto rimaste imbottigliate in una via palermitana. Da un lato un'anziana albanese, dall'altro una giovane di Milano: due generazioni, due universi a confronto. Chi cederà il passo? Ancora più curioso l'adattamento di Sotto la pelle di Michel Faber (Einaudi) affidato a Jonathan Glazer che ha scelto la burrosa Scarlett Johansson nel ruolo di Isserley (ma c'è già qualche critico come Piera Detassis che storce il naso), un'aliena che percorre le autostrade deserte a caccia di prede umane, sfruttando la sua bellezza come esca. Fuori concorso invece A Promise con Rebecca Hall che Patrice Leconte ha tratto da Viaggio nel passato di Stefan Sweig su «una love story - dice il regista - che ruota attorno al potere della passione». Il tutto ambientato nella Germania di cento anni fa. Ma, evidentemente, la letteratura al cinema non ha età.