McGregor racconta il crollo di un sogno

di e con Ewan McGregor con Dakota Fanning, Jennifer Connelly, Molly Parker, Uzo Aduba

C'è da chiedersi cosa sia saltato in mente a Ewan McGregor per decidere di confrontarsi con un libro premio Pulitzer, come quello di Philip Roth (in Italia, edito da Einaudi e in vendita a 14 euro), capace di raccontare, in maniera profonda e complessa, il conflitto generazionale che, a partire dagli anni '60, si scatenò, via via, tra i figli del boom economico e quelli del '68, disgregando non solo famiglie, ma le intere basi su cui poggiava l'American Dream. Pastorale Americana ha talmente tante anime, aspetti, lezioni, ritratti, affreschi, approfondimenti sociopolitici che poteva sembrare un azzardo cercare di dargli una sua «fisicità» sullo schermo, concentrandola in «sole» due ore di racconto.

Infatti, McGregor è quasi costretto a fare delle scelte, privilegiando solo il dramma famigliare che coinvolge la famiglia del protagonista Seymour Levov, detto lo Svedese, e a cui lui stesso dà il volto. Uomo che sembra aver girato, dalla parte giusta, la ruota della vita: è bello, famoso, ha fatto soldi, carriera e ha una moglie ex Miss New Jersey. Insomma, il testimonial perfetto del Sogno Americano. Tutto, però, crolla quando la figlia Mery, sedicenne, diventa una terrorista, uccidendo una persona. Come è nato, in lei, questo odio viscerale verso gli Usa, le regole, i genitori, i valori morali, gli affetti? La ragazza scappa, scompare, senza lasciare traccia e ai due genitori non resta che raccogliere i cocci di una famiglia le cui basi non erano così solide. Non sempre, però, si possono riattaccare i pezzi, anche se la speranza, di riabbracciare la figlia, non viene mai meno in questo americano, modello di un'utopia (o utopia di un modello?).

Se il dramma, come detto, viene narrato in modo convincente, mancano l'aspetto sociale, collettivo e storico, che fanno da sfondo alla vicenda. O meglio, sono proposti in maniera didascalica, più, è evidente, per una scelta di fondo dell'autore, che per mancanza di prospettive. Se avete letto il romanzo, potreste rimanere delusi. Qui, più dell'America, si raccontano le contraddizioni di una sua famiglia. Un appiattimento, comunque, d'autore.