"Tra me e papà Frank la mamma Gail si è messa di mezzo"

Parla il figlio di uno dei rocker più geniali. "Anche nel dramma lui usava lo humor"

Il geniale compositore americano Frank Zappa, scomparso nel 1993, ha avuto quattro figli e solo uno di loro ha seguito la strada da lui tracciata. Si tratta di Dweezil, da dieci anni protagonista di un splendido show in cui rivisita in modo filologicamente impeccabile la sterminata produzione musicale del padre. Lo incontriamo a Milano, dove ha appena concluso un applauditissimo concerto di due ore all'Auditorium e non parliamo di musica, ma della faida familiare che da mesi sta appassionando i numerosi seguaci del culto zappiano. Alla morte della vedova Zappa, Gail, avvenuta nell'ottobre dello scorso anno, sono scoppiate tutte le contraddizioni che da tempo stavano corrodendo la pace familiare.

Allora che cosa ne pensa, mister Zappa jr.?

"Pace familiare? Che cos'è? (ride - ndr). Mio fratello Ahmet e mia sorella Diva hanno cercato in tutti i modi di ostacolare la mia attività di musicista, anche se non lo ammetterebbero mai. Mi hanno fatto sapere che non avevo alcun diritto di chiamare la mia band Zappa plays Zappa. Non è assurdo? Zappa è il mio cognome, oltre a essere un marchio registrato dallo Zappa Family Trust. Per non finire nella loro trappola ho cambiato il nome del gruppo in Dweezil Zappa plays whatever the F@%k he wants (DZ suona quel c@%%o che gli pare - ndr). Mi sembrava il giusto modo di contrattaccare: è pienamente in sintonia con il modo di ragionare di Frank, che ricorreva sempre allo humour, anche nelle situazioni più tragiche".

Dopo la morte di Frank, sua madre Gail ha gestito il business e le differenze sono state subito evidenti. Ha seguito le indicazioni di Frank o ha fatto di testa sua?

"Il consiglio di Frank era stato di non occuparci della gestione degli affari e di affidare tutto a una persona competente, ma Gail non l'ha ascoltato e ha sprecato un sacco di soldi in cause legali e alla fine ci siamo trovati con sei milioni di dollari di debiti. Si è comportata da tiranno. Il brutto è che lei ha sempre fatto credere a tutti di avere l'appoggio di tutta la famiglia, ma non era vero. Io e mia sorella Moon siamo sempre stati contrari alle sue decisioni".

In che cosa ha sbagliato?

"In tutto, fin da subito. Se qualcuno le scriveva perché voleva incidere una cover o organizzare un festival dedicato a mio padre, invece di rispondere: Grazie per avermi avvertito, come posso aiutarvi?, rispondeva: Come osate?. Quando io ho cominciato a suonare dal vivo la musica di Frank ha fatto lo stesso. Un esempio? Si è sempre tenuta tutto il cento per cento dei guadagni del merchandising della mia band: dieci anni di magliette e gadget venduti e io non ho mai visto un centesimo".

Recentemente il regista Alex Winter ha organizzato un crowdfunding per girare un documentario su Frank Zappa. Anche questo è stato motivo di conflitto, in famiglia.

"La decisione di dare a Alex Winter le chiavi del nostro archivio per fare il suo documentario è stata presa da mia madre e appoggiata da Ahmet e Diva. Io non ero d'accordo perché non ritenevo Winter all'altezza del compito. Perché non prendere contatti con, che ne so, Martin Scorsese? O con qualcuno il cui status fosse almeno pari a quello del protagonista del documentario? Con tutto il rispetto: chi è Alex Winter? La sua carriera consta di due documentari che in tutto avranno incassato diecimila dollari".

Recentemente si è saputo che la vostra casa di Laurel Canyon è in vendita. Lei è stato coinvolto nella decisione?

"No. Frank ci aveva consigliato di vendere la casa e di dividere il ricavato tra noi quattro. Ma quando ce l'aveva detto non avevamo un dollaro di debito, adesso stanno cercando di venderla perché mia madre ha creato così tanti debiti che non c'è altra soluzione. Vedere che adesso la casa è in vendita sui siti delle agenzie immobiliari di Los Angeles mi rende molto triste".

Alla fine però lei è il vero erede artistico di Frank Zappa, questo la rende felice?

Certo. I fan sono con me e questo è l'importante. Ma anche qui ho un rospo da sputare: sono l'unico tra i figli di Frank a fare il musicista, quindi usavo le sue chitarre. Mia madre a un certo punto le ha rivolute tutte indietro. Perché? Per umiliarmi, per darmi fastidio. Prima di morire me ne ha ridate tre (senza custodia), ma tutte le altre sono finite all'asta".