Mendelssohn da urlo

Il secondo grande oratorio di Mendelssohn, Elias (1846), affresca in musica alcuni celebri passi biblici: la resurrezione del figlio della vedova, la lotta e l'annientamento degli idoli di Baal, la liberazione dalla siccità, l'ascesa al cielo sul carro di fuoco. La musica di Mendelssohn arde come la parola di Elia, e realizza l'oratorio romantico, dove tornano, glorificati e viventi, i venerati spiriti di J. S. Bach e G. F. Händel. Hans-Christoph Rademann dirige costruendo la sua interpretazione (molto convincente) a partire dal lavoro con il Coro da camera della RIAS di Berlino, magnifico per amalgama di colori e intonazione. Fra i solisti spicca il profeta, il basso-baritono Thomas Oliemans, ma in cielo, con Elia, «ascende» la falange corale berlinese.