Come mettere in marcia i pensieri

Gli scritti inediti di Thoreau, il filosofo dei boschi. E della libertà

Luigi Iannone

Quando si fanno letture su un tema apparentemente di routine come il camminare per il bosco e il rapporto dell'uomo con esso, non può che tornarci alla mente la foto scattata di spalle a Martin Heidegger che, con cappello in testa e mani dietro la schiena che tengono saldo un bastone da passeggio, si avvia solitario in una delle quotidiane passeggiate nella Foresta Nera. Di questa pratica del camminare hanno fatto romanzo in tanti, ma H.D. Thoreau (1817 - 1862) è tra i pochissimi ad esser riuscito a fare sintesi tra letteratura e filosofia. Lo ha fatto in Walden ovvero vita nei boschi, uno dei libri più tradotti al mondo, ma anche in Walking, un saggio breve che ora le edizioni Piano B pubblicano insieme a molto altro materiale inedito in Italia sotto il titolo di Camminare e altri passi scelti (pagg. 128, euro 14).

Bisogna vivere per filosofare («com'è vano sedersi a scrivere se non ti sei prima alzato a vivere!») e l'unico modo per mettere in atto un proposito del genere è appunto camminare, staccandosi da ogni altra preoccupazione materiale. Questo pensa Thoreau, per il quale camminare è pratica filosofica. E penetrare uno spazio incontaminato e non corrotto dagli orrori urbanistici offre la possibilità di guardare dentro di sé. Pura introspezione che poco o nulla ha in comune con i viaggi di Chatwin, le avventure esotiche o le ardite peripezie dei tanti esploratori di nature selvagge. Eppure, al contrario di quanto si pensi, la natura di Thoreau era stanziale. Passò infatti gran parte della vita entro i confini del piccolo villaggio di Concord, a poche miglia da Boston, anche se qualunque fosse la condizione meteorologica, usciva ogni giorno per una camminata di tre o quattro ore.

Queste lettere, i diari di viaggio, le invettive contro il potere sono il frutto di uno che è passato dall'essere un fabbricante di matite a giardiniere, da agrimensore a insegnante, in un continuo spasmo, in una ricercata e vorticosa occupazione del tempo come preambolo per armonizzare il suo spirito con la natura ma che aveva come obiettivo sempre il filosofare. Eppure i suoi scritti non li troveremo in nessun programma di filosofia universitario italiano. A ricordarcelo è Leonardo Caffo nella intensa e partecipata introduzione (la curatela del volume è invece di Stefano Paolucci). Thoreau non è presente nei manuali scolastici perché è lontano dall'accademismo. E forse anche perché non catalogabile, pur tuttavia un solitario che non riuscì ad astenersi dalle cose della vita.