Mickey Rourke salvato dall'amore dei suoi cani

Mickey Rourke, grande appassionato di cani, ha confessato di dovere la sua vita all'amore che nutre per i suoi sei quadrupedi di affezione. Uno di loro lo strappò letteralmente alla morte

Mickey Rourke/LaPresse

Mickey Rourke, presente per la premiere mondiale del documentario "Eating Happiness", incentrato sul traffico della carne di cane specialmente in Oriente, avrebbe dichiarato una volta di più l'amore per i suoi cani. Sostenendo come la loro presenza l'abbia salvato dal suicidio. L'attore avrebbe confessato con forte emozione i dettagli di un periodo buio della sua vita, un momento di forte crisi esistenziale. Impossibilitato a reagire, l'uomo passava molto del suo tempo chiuso dentro un armadio, come a chiudere fuori da se stesso le difficoltà della vita.

Avendo toccato il fondo emotivo della vicenda Mickey era pronto al gesto estremo, impugnando la pistola stava decidendo da quale lato della testa infliggere il colpo mortale. Come riporta The Dodo, in suo soccorso è giunto il cagnolino Beau Jack che, con qualche lamento e piagniucolio, ha attirato l'attenzione dell'attore. Rourke, ormai pronto al gesto estremo, ha fissato gli occhi compassionevoli del cagnolino per poi posare l'arma. Come ha dichiarato lui stesso: «Mentre stavo decidendo da quale lato spararmi il mio cagnolino si è messo a piangere e mi ha fissato con uno sguardo supplichevole. Come a domandarmi chi si sarebbe occupato di lui senza di me».

L'attore, sempre al centro di situazioni estreme, da diversi anni condivide il suo affetto con sei piccoli cagnolini, che lo hanno letteralmente strappato alla depressione e alla morte. Spesso li porta con se durante le presentazioni o le premiazioni, come ad esempio nel 2009 quando si fece accompagnare proprio da Beau Jack ai Golden Globe, per ricevere il premio come miglior attore per il suo ruolo sul ring in "The Wrestler". Mickey è anche un grande sostenitore dei diritti dei cani, presta spesso la sua immagine per documentari e campagne e ha adottato molti randagi in zone difficili del mondo.