Milano-Torino Guerra di «Saloni»

La battaglia tra Milano e Torino per gestire il salone del libro è paradigma di un paese che non riesce a fare sistema nemmeno sugli eventi culturali. Tutto iniziò a febbraio quando il presidente dell'AIE Federico Motta si dimise dal consiglio di amministrazione della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, l'ente che controllava e amministrava il Salone del libro di Torino. Le dimissioni di Motta erano motivate, sia dai problemi nella gestione del Salone che dalla volontà degli editori di contare di più e avere un ruolo più centrale, rispetto al comune di Torino. Pochi mesi dopo, a luglio, quattro persone furono arrestate in relazione alla gara per la gestione del Salone del libro e così si iniziò a pensare allo spostamento a Milano della manifestazione. A settembre l'epilogo: non riuscendo a trovare un accordo ragionevole dando oramai certamente vita a due «saloni» del libro in contemporanea a maggio del 2017. Un vero peccato quello di non essere riusciti a costruire, così come è stato fatto per MITO, la manifestazione musicale settembrina che vede Milano e Torino unite nel promuovere la cultura e la musica nelle nostre città. Un'occasione persa per fare sistema invece di dividersi ed infilarsi in una lotta culturale inutile e sterile.