Mingo dopo la sospensione: "Sono attore, non giornalista"

L'inviato di Striscia sospeso insieme a Fabio per alcuni presunti servizi falsi. Adesso prova a difendersi al Tg3

"Sono un attore, non sono un giornalista". Adesso parla Mingo. Una dichiarazione criptica e, al tempo stesso, sibillina rilasciata al Tg3 in occasione della presentazione del film. L'ex inviato di Striscia la Notizia ci ha tenuto a mettere l'accento sulla distinzione tra giornalista e attore. Una presa di posizione che potrebbe aprire nuovi fronti.

I due inviati di Striscia la Notizia sono stati sospesi per il sospetto di aver "truccato" alcuni servizi. "Abbiamo acclarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste, anche quella del falso avvocato era una messa in scena. E a noi questo basta - aveva dichiarato il Gabibbo - una cosa grave, seguiranno azioni legali per accertare responsabilità. Non tutti hanno la stessa nostra sensibilità. Per esempio alla giornalista di Sky Inghilterra, che intervistava il sedicente fenomeno Golfera, non risulta sia successo niente. Tutto tranquillo anche per il giornalista Franco Di Mare, che ha intervistato un testimone finto. I panni sporchi si lavano in famiglia, ma voi siete la nostra famiglia". Dopo la sospensione dal programma di Antonio Ricci sono partite pure le verifiche della polizia giudiziaria che ha iniziato ad indagare su i due inviati.

Mentre Fabio si trincera nel silenzio, Mingo sottolinea che di lavoro fa l'attore e non il giornalista. Una precisazione importante che potrebbe aprire un nuovo fronte nello scandalo sui presunti servizi taroccati. Perché l'essere un attore dovrebbe giustificarlo dall'aver prodotto servizi falsi? Mingo non ha voluto dire altro. Ha così preferito lasciare nell'aria l'ipotesi che quei servizi contestati non fossero farina del suo sacco.

Commenti
Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Sab, 16/05/2015 - 12:19

E come avrebbe ribadito l'immarcescibile Emilio Fede: "CHE FIGURA DI MERXX"

smiley1081

Dom, 17/05/2015 - 00:13

"Mentre Fabio si trincera nel silenzio" E quando mai ha parlato?

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Dom, 17/05/2015 - 10:47

Una linea difensiva estremamente pericolosa che apre la via ad una denunzia da parte dell'Ordine dei Giornalisti (ci sono precedenti) per il reato penale di esercizio abusivo della professione di giornalista con l'aggravante del mancato rispetto delle regole deontologiche. Una eventuale azione del genere avrebbe il mio plauso. Se si sconfina in "mestieri" non propri ce ne se deve assumere tutte le responsabilità, comprese quelle penali. Se mi metto a curare un malcapitato con effetti negativi, di fronte alle conseguenze viene accettata la giustificazione "io non sono un medico" o verrei incriminato per lesioni o, nel caso estremo, per omicidio, oltre che per esercizio abusivo della professione di medico? Questa è la funzione peculiare degli ordini che tutelano il cittadino.