"Miss Peregrine - La casa dei Ragazzi Speciali", un Burton magico ma fiacco

L'ultima fatica di Tim Burton è un incanto visivo che poggia su una sceneggiatura a dir poco traballante. Magnifica Eva Green

"Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali" è il film ispirato all'omonimo romanzo young adult di Ransom Riggs, la cui poetica richiama a tal punto l'immaginario cinematografico di Tim Burton che il regista è stato da subito il candidato ideale al suo adattamento sul grande schermo. Avendo piena libertà espressiva e grande disponibilità di mezzi, Burton regala quello che è forse il suo film più riuscito degli ultimi anni ma pur sempre assai lontano dall'essere il migliore della sua carriera (guarda il video).

Il problema è che nelle sue opere, ormai, incanto visivo e profondità emotiva sembrano viaggiare su binari diversi. In questo particolare caso, ossia con un siffatto materiale cartaceo di partenza, il genio creativo di Burton regala un'esperienza intrisa di estro poetico e di senso del magico, ma si tratta di un incantesimo a singhiozzo: snodi di sceneggiatura a dir poco ingarbugliati e sconcertanti stacchi di montaggio strattonano lo spettatore di continuo e vanificano ogni sforzo in termini di coinvolgimento narrativo.

Jacob (Asa Butterfield) è un adolescente, vive in Florida ed è legatissimo al nonno (Terence Stamp) che lo ha cresciuto con i suoi racconti fantasiosi riguardanti un curioso orfanotrofio del Galles, gestito dall'autoritaria Miss Peregrine (Eva Green) e abitato da bambini con doni speciali. Alla morte dell'anziano, il nipote scopre che quelle storie sono reali e che i loro protagonisti non sono invecchiati, essendosi rifugiati in un loop, ossia un intervallo di tempo perpetuo corrispondente ad un preciso giorno del 1943. Gli orfani si stanno nascondendo da un mostro (Samuel L. Jackson) che vorrebbe far loro del male per guadagnare la vita eterna. Per continuare a sopravvivere avranno bisogno dell'aiuto di Jacob.

Dopo un inizio molto promettente e intrigante, la trama si fa a tratti poco chiara e la pellicola continua ad affascinare solo grazie a momenti di fantasiosa bellezza e alla spettacolare messa in scena: i costumi di Colleen Atwood e la scenografia di Gavin Bocquet confezionano un mondo avvolto in un'infanzia senza fine in cui è piacevolissimo immergersi.
I passaggi tra dimensioni ed epoche diverse sono però sbrigativi, le caratterizzazioni dei personaggi piuttosto piatte e, da un certo punto in poi, gli effetti speciali dominano incontrastati. Si respira troppa brama di seminare ingredienti per una futura serie di film, la stessa già sentita in altri titoli come "La bussola d'oro" e che fa presto a trasformarsi in profumo di promessa mancata.
Se da un lato sorprende, per una volta, trovare un Samuel L. Jackson sottotono, nei panni di un poco convincente villain, a riempire lo schermo pensa Eva Green: magnifica e valorizzata a dovere. La sua convincente Miss Peregrine è una specie di Mary Poppins tra il gotico e il dark.
In definitiva, malgrado certi pasticci in fase di scrittura, "Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali" è un giro di giostra nella creatività visionaria burtoniana. Un film per famiglie ma non per bambini piccoli, data la presenza, tra i personaggi, di creature crudeli e spaventose.