Moglie di Bill Cosby: "Non rispondo a domande sul sesso"

Un altro procedimento penale vedrà l'attore Bill Cosby ancora imputato per aggressione sessuale ai danni di una ex dipendente della Temple University, Andrea Constand; lo stupro sarebbe avvenuto in una casa di Philadelphia nel 2004 e gli avvocati di entrambe le parti sono in attesa di sapere se l'attuale processo verrà sospeso per procedere prima al secondo in Pennsylvania.

Camille Cosby, moglie del noto attore americano Bill Cosby, ha deposto nella prima delle due sessioni come testimone nella causa intentata contro il marito da sette donne con l'accusa di diffamazione. Tale accusa è arrivata dopo le precedenti denunce per violenza sessuale, perché l’uomo, che si è detto estraneo da ogni accusa, aveva dichiarato che erano delle bugiarde.

La Signora Cosby si è rifiutata di rispondere a domande considerate troppo personali o intime dopo che un giudice federale si era trovato concorde con gli avvocati difensori e aveva dichiarato che, nello Stato del Massachusetts, la donna poteva non rispondere a domande su conversazioni avvenute tra moglie e marito le cui risposte potessero in qualche modo inficiare la stabilità del rapporto di coppia. La contromossa del Procuratore Giuseppe Cammarata, il quale aveva ritenuto che la donna fosse troppo reticente, è stata allora quella di sollecitare l’intervento del Giudice David Hennessy affinché presieda nella prossima udienza, prevista per il 18 aprile, al fine di scoraggiare la linea difensiva degli avvocati dell’attore che hanno arroccato la testimonianza della Signora Cosby dietro, a suo dire, una interpretazione troppo ampia del concetto di privacy. Il Procuratore ha lamentato che la testimone ha evitato di rispondere a decine di domande e che il suo avvocato, Monique Pressley, stia interpretando la legge troppo liberamente.

“La presenza del giudice Hennessy è necessaria per persuadere la signora Cosby dal non frammentare ulteriormente la sua deposizione con ulteriori rifiuti”, ha scritto Cammarata nel ricorso presentato al tribunale lunedì scorso. Gli hanno fatto eco i colleghi specificando che il fuoco di fila di domande faziose e inutili, quando non oltraggiose e sconvenienti, che il Procuratore si è ostinato a porre a Camille Cosby servisse solo a screditare il marito e a turbare e confondere la donna. Tra queste, vi sarebbero state anche domande sul proprio orientamento sessuale, politico e sulla penosa morte del figlio Ennis Cosby, ucciso a 27 anni durante un tentativo di rapina, che non avevano niente a che vedere con il processo.