"Mondadori-Rcs si farà I rischi erano nel conto"

L'ad di Segrate Mauri sulla cessione dei marchi richiesta dall'Autorità: «C'è interesse per Marsilio e anche per Bompiani»

Per comprare Rcs Libri senza superare la quota di mercato e dunque far alzare il cartellino rosso dell'Antitrust, Mondadori è pronta a cedere il marchio Bompiani e la società editrice Marsilio. Lo ha confermato ieri l'amministratore delegato Ernesto Mauri, intervistato alla trasmissione 2Next. Sottolineando, comunque, che «quando abbiamo firmato, abbiamo preso questo rischio.

Se il perimetro dovesse essere ridotto, bisogna farsene una ragione, il progetto rimane valido per rafforzare Mondadori anche a livello internazionale», ha aggiunto. Il gruppo di Segrate (che possiede il 37% del Giornale) aveva una quota del 31% del comparto che con la crisi è scesa al 25% ma ora, con l'acquisizione dei Libri di Rcs - compresi, dunque, Bompiani e Marsilio - salirebbe al 35 per cento. I due marchi rappresentano circa il 3% di quota di mercato e il 10% in termini di fatturato sui dati Rcs 2014: insieme hanno ricavi complessivi non superiori a 25-30 milioni di euro. «Siamo da sempre leader e in ogni mercato c'è un leader forte. Il problema italiano è che non bisogna guardare le quote, ma il fatturato», ha sottolineato l'ad annunciando anche che la sede del gruppo Mondadori-Rcs resterà a Segrate e che per la nuova realtà editoriale «si guarda al modello delle grandi case internazionali; la logica è quella di una testa unica».

Per quanto riguarda Marsilio, «c'è sicuramente» l'interesse di Cesare De Michelis, ha aggiunto Mauri mentre per Bompiani «tutti ci hanno chiamato perché la vogliono e mi auguro che gli autori che sono andati via tornino». L'amministratore delegato non si è invece sbilanciato su un'eventuale vendita di Bompiani a La Nave di Teseo, la nuova casa editrice creata dagli autori usciti da Bompiani come Umberto Eco. «Mi auguro», si è limitato a dire, «che tutti gli autori della Nave di Teseo tornino alla Bompiani, che è la loro sede originale». Smentita, infine, l'ipotesi di una cessione a gruppi esteri del nuovo gruppo: «Non ne ho mai sentito parlare dall'azionista (Fininvest, ndr), non ha mai detto una cosa del genere. Se va bene» questa operazione, «va bene per noi e va bene per il Paese», ha precisato Mauri.

La palla ora è in mano all'Antitrust che lo scorso 22 gennaio ha avviato l'istruttoria sull'operazione costata a Mondadori 127,5 milioni di euro. Non si terrà più l'audizione finale prevista per oggi con la requisitoria del Garante della Concorrenza e gli interventi delle parti su richiesta di queste ultime che avrebbero quindi recepito le ultime indicazioni dell'autorità. Ora toccherà al collegio giudicante deliberare. La procedura dovrebbe concludersi in settimana, poi spetterà all'Agcom (il Garante delle Comunicazioni) esprimere il suo parere, obbligatorio ma non vincolante entro 30 giorni (le parti possono però chiedere un parere urgente).