Morgan il camaleonte. Storia del giudice in attesa di giudizio

Questa sera potrebbe andare in scena il suo canto del cigno a "X Factor". E anche sul web si rincorre la voce che la sua esperienza sia al capolinea

E chissà che cosa proverà stasera Morgan sedendosi al tavolo della giuria. Forum di Assago tutto esaurito per la finale di X Factor . Sky Uno pronta ad alzare il proprio record di ascolti. Social network scatenati fino al verdetto finale. Ma dopo? Dopo anni di dominio incontrastato, diciamo di leadership, Morgan potrebbe essere al capolinea di questa fase (come si legge sul web). Finora aveva vinto e convinto, stavolta boh. La sua esuberanza oratoria sempre quella è, enciclopedica e originale e prolissa, ma forse ha perso l'xfactor e si è perso in «quella specie di pozzo iridescente che è stata ed è tuttora la mia esperienza di uomo catodico», come ha appena scritto ne Il libro di Morgan - Io, l'amore, la musica, gli stronzi e Dio (Einaudi, pagg. 228, euro 17,50).

Il Morgan che esce dall'ottava edizione di X Factor non è soltanto (quasi) l'opposto di quello che con l'amico Andy ha tenuto in piedi per anni il sogno Bluvertigo: è un altro. Un processo di trasformazione lento, inesorabile e ormai evidente che a questo giro, con una giuria nuova a metà e dopo anni di rimpiattino con Sky sui binari del me ne vado/non me ne vado, rende quasi impossibile proiettare Morgan anche nella prossima edizione. Tanto più che, in questa, il nuovo arrivato Fedez lo ha innervosito e talvolta surclassato, usando un linguaggio più social, srotolando meno competenza ma più lucidità, rimanendo insomma focalizzato su quello che è l'obiettivo di un talent show: non far vincere il concorrente, ma fargli raggiungere il successo. Non per nulla oggi Morgan scrive che «X Factor è glam, anche lì, come dappertutto, ha vinto l'immagine» nonostante lui abbia fatto del glam uno dei propri biglietti da visita, dalla passione per Bowie fino, per riferirsi al look, al continuo cambio di taglio e tinta di capelli. Per farla breve, il musicista libero e innamorato di Battiato («Da lui ho preso il distacco dalla propria musica»), il 41enne ex pazzo per i Depeche Mode ma ora più filo Duran Duran «perché sono meno snob», forse si è già proiettato in un'altra dimensione.

Dopotutto, non ha scritto per caso (o forse sì, ma poco conta) che «la televisione ha reso un pagliaccio anche me» e «ormai sono nel meccanismo» e «non sono abbastanza forte da svincolarmene». Insomma, l'esatto contrario di quanto pensava quel giorno del 2007, fuori da un ristorante di Ancona, quando ricevette la prima proposta per X Factor : «Si tratta di occuparsi di musica». In questi anni non ha fatto quasi altro, parlandone tanto ma creandone poca. E diventando un personaggio comodo per lo share ma scomodo per il resto, dichiarando di drogarsi per non deprimersi, alzando molto il proprio dito medio e molto di più il livello di tolleranza della tv, litigando con Asia Argento per la figlia Anna Lou (alla quale viene dedicato il libro insieme con Maria De Filippi, Bach e Gesù) e poi avendone un'altra con Jessica Mazzoli che oggi dice: «Lui un'altra famiglia non l'ha mai voluta, e si è dimenticato di dire che in due anni non è mai venuto a trovare sua figlia. Mi sento veramente offesa, come donna e come madre».

Insomma, in questo percorso eclettico e stupefacente lo scintillìo roboante del Morgan prima maniera, quasi impaurito dalla tv ma forte di una mostruosa voracità musicale, si è appannato diventando quasi un cliché, quindi prevedibile. E allora a tutto questo, forse, penserà stasera il musicista musicologo, l'ex paninaro che «i paninari non hanno mai accettato», il talento «egotista ma non egoista» quando si siederà di fianco a Mika, Victoria Cabello e Fedez. Potrebbe essere il suo canto del cigno dietro a quel tavolo. Oppure l'occasione per un altro rilancio con le stesse fiches . Ma il banco, stavolta, è nelle mani di Sky che in questi anni ha gioito, tollerato e perdonato. Ma potrebbe aver già deciso che una fase si è chiusa e tocca, chissà, iniziarne un'altra.

Commenti

cgf

Gio, 11/12/2014 - 09:02

l'eterno Peter Pan non ha saputo crescere e sarà sempre 'conflittuale' più andrà avanti, se non vorrà cambiare RADICALMENTE è destinato ad una fine.... radicale pur di salvar qualcosa di se. Caro Marco chi vuoi che si ricordi di te tra qualche tempo? pensa che hanno scritto Chiedi chi erano i Beatles perché sono sempre meno quelli che si ricordano di loro, quindi tu..