Morta Almerina Era la moglie, la musa e l'amore di Dino Buzzati

Fu la parte più importante di Dino Buzzati, quando lui era in vita: lei fu il suo giovanissimo amore, poi fu la moglie, la musa, l'«angelo salvatore», come la chiamava lui. E fu la parte più importante anche della continua fortuna letteraria di lui, quando lui non ci fu più: custode della sua opera (ha conservato tutti i suoi libri, la sua biblioteca, i dattiloscritti, i diari, riacquistò i quadri che erano stati venduti, cioè quasi tutti tranne il celebre Duomo «dolomitico»...) e sacerdotessa della sua memoria letteraria. Lei era Almerina, la signora Buzzati, morta improvvisamente domenica sera tardi, a Milano, nella loro casa: la Casa della Fontana di viale Vittorio Veneto. Aveva 74 anni, da «signorina» portava il nome Antoniazzi, conobbe Buzzati quando lei aveva 18 anni e lui 54, si sposarono dopo qualche anno, l'8 dicembre 1966, quasi in segreto, nella chiesa milanese di San Gottardo in Corte. Al rito erano presenti in cinque: prete, sposi e testimoni (l'editore Neri Pozza e la moglie Lea Quaretti).Dino Buzzati confidò agli amici che Almerina gli ispirò il romanzo-scandalo Un amore (che uscì nel 1963), tratteggiando su di lei il personaggio di Laide, una ballerina minorenne della Scala - conosciuta in una casa d'appuntamenti - della quale il maturo protagonista s'innamora subito. Nella realtà Almerina era una modella, rese felici gli ultimi anni della vita a lungo infelice di Buzzati, e gli fu fedelissima amandolo di un amore unico. Per il resto, discretissima, non voleva mai apparire pubblicamente come «la vedova» Buzzati. Era, prima, e rimase, dopo, solo Almerina.Luigi Mascheroni