Morto Arcabas il maestro francese dell'arte sacra

L'«illuminazione» la ebbe a 25 anni, nel 1952. Visitando per caso la chiesa di Saint-Hugues-de-Chartreuse, si soffermò a chiacchierare con il curato, Raymond Truffot, un prete operaio. I due fecero rapidamente amicizia, tanto che il giovane propose al religioso di decorargli gratis la chiesa. Da parte sua il sindaco Auguste Villard, prontamente interpellato, non ebbe nulla in contrario. Così iniziò, per Jean-Marie Pirot, morto ieri a 91 anni, la lunga carriera (o forse sarebbe meglio dire: missione) di pittore di arte sacra. E proprio lì, a Saint-Hugues-de-Chartreuse, nel Musée d'art sacré contemporain, spicca il suo capolavoro: 144 metri quadrati di episodi biblici ai quali Pirot prese a lavorare nel '53 per terminare soltanto nell'86.

Nel mondo dell'arte Pirot è noto come Arcabas. E anche per la scelta di tale nome che sembra quello di un mago o di un profeta orientale, a decidere fu il caso. Era il 1968, e Pirot, a Grenoble dove allora viveva con moglie e due figli, su un muro della École des Arts décoratifs dove insegnava lesse le scritte di qualche studente con vocazione poetica, oltre che protestataria: «Arc - en - ciel» e «A bas Malraux!», cioè «arcobaleno» e «abbasso Malraux!». La sintesi fu: Arcabas, come a dire portiamo l'arcobaleno a terra.

E questo, in effetti, fece Arcabas: diede una dimensione e un linguaggio molto terreni, molto popolari, molto leggibili anche ai non colti, delle cose spirituali, facendosi interprete e diffusore di una fede ferrea eppure lieve, sorridente, angelica. Anche in Italia Arcabas ha realizzato molte opere sacre. A esempio nella chiesa della Risurrezione a Torre de' Roveri (Bergamo) nel 1993-94 eseguì un ciclo di opere dedicate al racconto dei pellegrini di Emmaus, mentre nella Cappella della Riconciliazione di Costa Serina (Bergamo) c'è una monumentale pittura su tela dedicata alla parabola del Figliol Prodigo. E nella chiesa della Trasfigurazione di Mussotto d'Alba (Cuneo) c'è un quadro raffigurante il volto di Gesù trasfigurato. Iconico sguardo sulle cose del mondo.