È morto il regista Carlo Mazzacurati

Malato da tempo era ricoverato in ospedale a Monselice. Nel '94 vinse il Leone d’argento col film Il Toro

È morto il regista e sceneggiatore Carlo Mazzacurati. Nato il 2 marzo del 1956, ha vinto il Leone d’argento a Venezia nel 1994 con Il Toro. Malato da tempo era ricoverato in ospedale a Monselice, in provincia di Padova. Lo scorso novembre ha fatto una delle sue ultime apparizioni pubbliche, al Festival di Torino, dove ricevendo il Gran Premio Torino alla carriera ha presentato il suo ultimo lavoro, La sedia della felicità, non ancora uscito nelle nostre sale.

Figlio dell’ingegnere e corridore automobilistico Mario, Mazzacurati studia al Dams di Bologna e nel 1979 realizza coi soldi ottenuti da un’eredità il suo primo film, Vagabondi, che nel 1983 viene premiato al festival milanese Filmmaker Doc. Benchè il film, un road movie, venga premiato proprio dalla Gaumont, non trova distribuzione nelle sale. Si trasferisce a Roma dove collabora alla stesura di varie sceneggiature e scrive storie per la televisione. In quegli anni conosce Gabriele Salvatores. I due diventano subito amici. Tanto da buttarsi nella stesura di Marrakech Express. Il suo primo film, Notte Italiana (1987, prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti), vince il Nastro d’Argento e il Ciak d’oro.

Due anni dopo arriva Il prete bello, tratto dal romanzo omonimo di Goffredo Parise, e Mazzacurati vince il Primo Premio al Festival di Annecy. Nel 1992 Un’altra vita viene presentato al Festival di Venezia. Il film successivo, Il toro, viene premiato a Venezia con il Leone d’argento e la coppa Volpi al miglior attore non protagonista (Roberto Citran). Nel 1996, sempre a Venezia, presenta in concorso, Vesna va veloce. Due anni dopo allestisce in teatro Conversazione senza testimoni e nel 1999 lavora, insieme Marco Paolini, a Ritratti, dialoghi con importanti personaggi della cultura veneta. Nel 2000 La lingua del Santo è stato presentato in concorso alla 57° Mostra del cinema di Venezia.

Dopo aver tentato nel 2002 la via del remake con A cavallo della tigre, il regista padovano inizia a parlare di sentimenti con L’amore ritrovato e si rivolge a nuovi generi come il giallo con La giusta distanza (2007), che si aggiudica il Nastro d’argento per il miglior soggetto. Come attore ha recitato piccole parti per Nanni Moretti in Palombella rossa (1989), Caro diario (1994) e nel Caimano (2006), oltre che per Cosimo Messeri in Zeldman, sempre nel 2006. Nel 2009 ha co-prodotto con Angelo Barbagallo ed Edoardo Scarantino il film-documentario The One Man Beatles, sempre di Messeri, candidato ai David di Donatello 2010 come miglior film documentario.