mosconi

Ma non era la Repubblica, storicamente, il giornale semi-ufficiale della Mostra, il quotidiano liberal che meglio ne rifletteva umori e ambizioni? Sì, ma nel frattempo qualcosa è cambiato. I segnali ci sono tutti, basta metterli in fila. Trattasi di offensiva mediatica in piena regola, condotta dal Corriere della Sera di Paolo Mieli. Non per niente il direttore col sigaro, l’abile tessitore di alleanze trasversali, è qui sin dall'inizio, ospite d’onore alle feste (sabato era al party della Fandango per Un giorno perfetto) e frequentatore di anteprime. Solo cinefilia? Pare improbabile, conoscendo l’uomo. Di sicuro avrà contato l’amicizia col neopresidente della Biennale, Paolo Baratta, ma c’è chi vede in questa attenzione fervente il segnale di qualcos’altro. Vedremo cosa. «Non ne so niente, ma non mi dispiacerebbe», sorride il direttore Müller. Intanto la cronaca registra: tre copertine di seguito di Io donna, un numero di Magazine completamente dedicato alla Mostra, un massiccio speciale dell’Europeo intitolato «Cinema in laguna» (con presentazione in pompa magna), quotidiani richiami in prima pagina, anche vistosi, ai quali ieri s'è aggiunto un editoriale in cui Ernesto Galli della Loggia, criticando la qualità della fiction tv, tira la volata alla rinascita del cinema italiano. Del resto, fu proprio al Corriere che il direttore appena rinominato rilasciò la prima intervista, fonte di qualche malumore tra gli ex selezionatori; e poco dopo fece il bis Baratta, illustrando gli obiettivi della sua Biennale. Saranno coincidenze, ma fanno un indizio.
VUOTI Mai affidarsi alle sensazioni. Infatti dalla Mostra dicono che le sale sono stracolme, che il numero dei giornalisti stranieri non è calato, che i biglietti vanno via come il pane. Può darsi, sapremo tra qualche giorno. È un fatto, però, che gli alberghi non sono pieni come gli altri anni. I ritardatari hanno trovato stanze facilmente, anche ieri, nel primo, cruciale weekend; l'Excelsior ha addirittura spedito fax con offerte «last minute» scontate. Significherà qualcosa?
LUCHERINI, TORNA! Enrico Lucherini diserta la Mostra per sedersi nella giuria di Miss Italia, confessa che non ha saputo resistere alla tentazione. Un tradimento bell’e buono. Così, un po’ per affetto un po’ per celia, un folto gruppo di amici, tramite Giampaolo Letta di Medusa, ha spedito una lettera aperta al principe dei press-agent. Proposito gentile. Appena fuori misura il finale: «Venezia senza Lucherini è come Roma senza il Colosseo».
LANCIA A proposito del Lancia Café e delle cafonerie annotate da «Mosche & mosconi». Tre giornaliste ringraziano sentitamente: «Sei il nostro vendicatore». Sono state trattate peggio del sottoscritto.

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