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Modesta proposta: e se dessimo meno ascolto ai giornali stranieri? Per carità, sono tutte testate autorevoli, da Der Spiegel a Variety, da The Guardian a El País, ma poi vai a leggere meglio, al di là dei sunti d'agenzia, e scopri che, qualche volta, c'è sotto l'inganno. Il famoso pezzo del magazine tedesco non parlava solo della Mostra ma del «sistema culturale Italia», isolare quella frase ha funzionato per innescare un po' di casino alla vigilia. Benissimo, ma che si sappia. Un recente attacco del britannico Guardian è stato ripreso da un blog del quotidiano, non da un pezzo del critico al Lido. E poi, se molti contestano, altri elogiano, come Le Monde o Le Figaro. Naturalmente, ognuno scrive ciò che vuole, ci mancherebbe. Anche noialtri italiani, da giorni, non facciano che titolare sulla «Mostra sotto tono», «il calo dei biglietti», «la mancanza di Hollywood», eccetera. Bisognerebbe, però, conservare il senso della misura, magari essere meno provinciali. Quando mai i quotidiani francesi o tedeschi metterebbero in prima pagina o farebbero titoloni sulle corrispondenze degli inviati italiani da Cannes o da Berlino?
PAPPI RINVIATO. «Copia non pervenuta in tempo», sorride il direttore Müller nello spiegare perché ieri pomeriggio è saltata l'anteprima stampa in sala Perla, prevista per le 19, del quarto film italiano in concorso, Il seme della discordia di Pappi Corsicato. A sorpresa, tutto rinviato alla proiezione unica delle 22.30, al Palalido, per tutti: critici e cronisti. In realtà, la copia era ampiamente disponibile per l'appuntamento delle 19. Ma a quel punto sarebbe stato difficile evitare che i giornalisti ne scrivessero subito, scompaginando così il palinsesto della Mostra e il menù della giornata, tra l'altro arrecando un possibile danno alla commedia di Corsicato che passa ufficialmente oggi per il pubblico. La Medusa aveva fatto notare la svista. Così s'è deciso di rimediare in extremis.
RIMORTE A VENEZIA. Per reclamizzare Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate, l'applaudita commedia cimiteriale selezionato dalla «Settimana della critica», il regista Pippo Mezzapesa ha pensato bene di appiccicare dappertutto un adesivo tondo con la faccia del protagonista, un aspirante becchino, e un fumetto che recita: «Riporterò la morte a Venezia». Con l'aria che tira al Lido più che al capolavoro di Thomas Mann in tanti hanno pensato alla salute della Mostra.
FRAMMENTI. Enrico Ghezzi su l'Unità: «Allora non solo kitano si avvicina all'estasi ektachrome (ektasi?) di carmelobene e del grande mariomasini, non solo la melancholia di lavdiaz ingoia tutto il cinema che vediamo qui…». Una fatica proseguire.

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