Nella serata dei duetti fra big il primo dei giovani è Ultimo

La "band" di Baglioni, Hunziker e Favino canta "Heidi". Nuove proposte: Mirkoeilcane secondo e Mudimbi terzo

nostro inviato a Sanremo

Prima Michelle Hunziker, Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino con due chitarre e un basso per suonare Heidi (oddio). Poi la sfida dei giovani per giocarsi la vittoria finale. Un ruolino di marcia diverso dal solito che ha rallentato il punto forte della quarta serata: i duetti dei big. Ai quali hanno assistito anche Matteo Salvini ed Elisa Isoardi, dopo un red carpet da star. Comunque dal primo giovane, l’eclettico Leonardo Monteiro fino a Mirkoeilcane e all’ultimo Lorenzo Baglioni del Congiuntivo, è stata una processione coraggiosa (per gli ascolti) e traballante (per qualità) che ha rinviato uno degli spettacoli più inediti e irripetibili del recente pop italiano. E alla fine ha vinto Ultimo con Il ballo delle incertezze, seguito da Mirkoeilcane e Mudimbi.

Fino all’anno scorso,i Big portavano una “cover” che dividevano sul palco con i loro ospiti. Stavolta hanno ricantato il proprio brano in gara senza stravolgerlo, ma arricchendolo di un’altra voce o di nuovi strumenti. Così Renzo Rubino ha condivisoCustodire con l’attrice Serena Rossi (teatro puro) e le Vibrazioni hanno accolto Skin per rendere ancora più rock la loro Così sbagliato. In poche parole la quarta serata del Festival è stata quella meno faticosa per Baglioni, Hunziker e Favino, visto che si sono limitati al minimo indispensabile per gran parte della scaletta. Prima Noemi con Paola Turci, che ha dato più ordine a Non smettere mai di cercarmi. Poi Mario Biondi insieme con Ana Carolina e Daniel Jobim ha riverniciato in modo più convincente Rivederti.

E se Annalisa con Michele Bravi è stata meno emozionante del prevedibile, lo Stato Sociale è riuscito a togliere la parolaccia (cogl...) dal proprio brano Una vita in vacanza per rispetto del Piccolo Coro dell’Antoniano e ha amalgamato molto bene l’incursione di un Paolo Rossi come al solito irriverente. Giusto il tempo di una doppia Gianna Nannini (prima solista in Fenomenale, poi in duetto emozionante con Baglioni in Amore bello) e poi un’altra trafila di duetti, invenzioni e sorprese come quella dei Decibel con Midge Ure, forse il miglior ospite di questa edizione. Certo, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico ha aumentato la profondità della canzone insieme con l’attore Alessandro Preziosi e Diodato con Roy Paci hanno aperto una finestra contemporanea accogliendo Ghemon nel loro Adesso. Poi Facchinetti e Fogli con Giusy Ferreri (tornata dopo lamaternità), la trasformazione diIl coraggio di ogni giorno che Avitabile e Servillo hanno garantito con gli Aivon Travel e il prezioso Daby Tourè. Insomma, una processione di duetti compressa dal tempo e dalla scansione della pubblicità. Forse troppo. Ermal Meta e Fabrizio Moro con Simone Cristicchi (sempre grande) e Giovanni Caccamo con Arisa (sempre controversa).

È toccato a Federica Sciarelli interrompere la musica, ma giusto un po’. Poi altri duetti, tra i quali Ron e Alice, hanno commosso e Red Canzian con Masini hanno fatto ballare. Claudio Baglioni si è limitato a duettare con Piero Pelù ne Il tempo di morire di Battisti due minuti dopo la ventata di energia dei The Kolors con Tullio De Piscopo ed Enrico Nigiotti. E se il premio alla carriera per Milva è stato consegnato alla figlia, Nina Zilli ha cantato con Sergio Cammeriere, Luca Barbarossa con Anna Foglietta prima di Elio e Le Storie Tese con i Neri per Caso. Tutto troppo compresso. Peccato.