Nell'anno tv più spietato si salvano fiction e reality

"Un'altra vita" di Raiuno si candida a "nuovo Montalbano" Mediaset scalda i motori. In ripresa Raidue, caporetto di Raitre

Le montagne russe dell'Auditel d'inizio stagione sono roba per stomaci forti. Gente con l'intestino solido. Altrimenti, allacciarsi le cinture o assumere qualche integratore contro il mal di mare. Il saliscendi è selvaggio. E rischia di sbalzare qualcuno fuori dalle cabine (di conduzione o direzione di rete). Prendiamo la serata di martedì: picchi estremi. La fiction di Raiuno Un'altra vita ha superato il 30 per cento di share (7,7 milioni di spettatori), roba da partitona della Nazionale, al punto che un alto dirigente Rai confida di aver «trovato il nuovo Montalbano». Per contro, su Canale 5 La fidanzata di papà all'ennesimo passaggio e dunque senza ambizioni, si è fermato al 7,8 per cento. Su La7 diMartedì è calato rispetto alla settimana precedente, scendendo al 3,48 con 752mila spettatori, la metà di quelli di Ballarò (un milione 549mila, 6,63 per cento). Ma gli ascolti dell'altra sera sono solo l'ultimo esempio di una stagione tv che appare più spietata del solito. Perciò, sebbene a causa del calo degli investimenti pubblicitari Canale 5 si stia allineando solo ora ai blocchi di partenza, vale comunque la pena di mettere un po' d'ordine su questo primo mese di programmazione.

Qualche giorno fa, presentando Ballando con le stelle il direttore di Raiuno ha evitato trionfalismi nel sottolineare i successi della sua rete, che «è orgogliosa di partecipare allo stato di forza della tv generalista e della Rai in particolare». In effetti tutto sta andando bene su Raiuno, da Tale e quale show che veleggia oltre il 27 per cento (5,8 milioni di spettatori medi) a tutta la fiction, cominciando da Un'altra vita con Vanessa Incontrada, Loretta Goggi e il «montalbaniano» Cesare Bocci diretti da Cinzia Th Torrini per Endemol Italia (26,45 per cento e 6,6 milioni spettatori medi) per proseguire con Che Dio ci aiuti , terza stagione con Elena Sofia Ricci (media del 25 per cento, oltre 6,1 milioni di spettatori), fino al Commissario Montalbano , anche in replica sempre oltre il 23 per cento. Tuttavia, ha fatto bene Leone a non esaltare troppo i numeri della sua rete, considerando la partenza diesel di Canale 5 che, in piena crisi del mercato pubblicitario, non può attingere a nessun canone. Nelle prossime settimane si capirà se la forbice tra le due ammiraglie è destinata a ridursi, ora che, dopo T u sì que vales (battuto all'esordio da Ballando ), debutterà anche la nuova versione di Zelig .

Tra gli altri format promossi di queste settimane, con buona pace di Pippo Baudo, c'è un reality di nuova generazione come Pechino Express e l' X Factor di Sky. Con il 9,21 di share medio (2,1 milioni di telespettatori) il safari asiatico di Magnolia che si avvale dell'ironica conduzione di Costantino della Gherardesca traina il risveglio di Raidue (confermato anche da Made in sud ). Il talent show musicale di Sky, invece, ha trovato nella nuova giuria, rinnovata con l'innesto di Victoria Cabello e Fedez, insospettati margini di miglioramento, al punto che il suo 3,8 per cento può competere anche con le reti generaliste.

I flop invece spuntano come funghi nel bosco dell'informazione e dei talk show. Se n'è scritto tanto, ma le cifre sono piatte. A registrare un crollo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sono soprattutto i talk show gestiti da conduttori orientati a sinistra come Ballarò e Servizio Pubblico . Massimo Giannini perde 6,1 punti di share nel confronto con Giovanni Floris del 2013 (che però non aveva concorrenza), mentre Michele Santoro scende di 6,3 punti al confronto con se stesso di un anno fa quando non doveva rintuzzare la presenza di Virus di Nicola Porro, allora trasmesso al venerdì e che, cambiando giorno, ha guadagnato uno 0,8 per cento (dal 3,5 al 4,3). In sostanza, sia al martedì che al giovedì quest'anno i talk sono raddoppiati, col risultato di dividersi la fetta del 10 per cento complessivo. Emblematico, in questo senso, è ciò che accade al lunedì dove Quinta colonna di Paolo Del Debbio, salito al 5,3 per cento, rosicchia uno 0,6 rispetto all'anno scorso, esattamente la percentuale persa da Piazza Pulita di Corrado Formigli (dal 4,8 al 4,2). Un discorso a parte merita invece Raitre. Perché, salvo Ballarò , i flop spaziano su tutti i generi televisivi. Certo, la terza rete è una sorta di cimitero delle serie tv, da Boss a Newsroom fino all'ultima Extant , prodotta da Spielberg e con Halle Berry nel ruolo di un'astronauta, traslocata in seconda serata dopo il deprimente 2,47 di giovedì scorso. Ma anche venerdì le cose non sono andate bene. Lo Speciale Agorà a un anno dalla tragedia al largo di Lampedusa si è fermato all'1,94 per cento (521mila spettatori). Tre giorni dopo si resta in zona per raccontare La scelta di Catia docufiction che ha per protagonista una donna che comanda una nave militare nell'operazione Mare Nostrum. Ma anche l'audience resta dalle parti del tonfo: 2,76 per cento (748mila spettatori). Insomma, qui è l'impianto a non reggere, con un palinsesto che ha il carattere dell'estemporaneità.

 

Commenti
Ritratto di fritz1996

fritz1996

Gio, 09/10/2014 - 10:43

Attenzione, perché Mediaset, e in particolare Canale5, rischia di entrare in un circolo vizioso: meno pubblicità-meno soldi-programmi più scadenti-meno spettatori-ancora meno pubblicità e così via. Anche perché ormai la vera Mediaset sembra essere diventata Rai1 che, abbandonata ogni pretesa di fare servizio pubblico, si è pienamente adeguata ai canoni nazional-popolari (chiamiamoli pudicamente così) del Biscione di un tempo, con programmi diretti alle stesse fasce sociali: poveri, vecchi ed ignoranti (chi è ricco, giovane e colto di solito ha di meglio da fare che guardare la tv generalista).

Ritratto di Giano

Giano

Gio, 09/10/2014 - 12:29

Il fatto che milioni di persone seguano fiction e reality non garantisce la qualità di quei programmi, ma solo la pochezza (è un eufemismo) di chi li guarda.