Nicola Lagioia presidente del «Salone» di Torino

Matteo Sacchi

Lo scrittore Nicola Lagioia, 43 anni, sarà il direttore del Salone del Libro di Torino, che nel 2017 «festeggerà» la 30esima edizione dopo mesi di polemiche e la «scissione» che lo contrappone, ormai, alla kermesse editoriale che l'Associazione italiana editori terrà a Milano. Il nome di Lagioia, pugliese ma da anni trasferito a Roma, è stato comunicato ieri mattina ai soci della Fondazione per il Libro dal presidente in pectore Massimo Bray. La nomina dovrebbe essere ratificata senza grossi problemi dal Cda dell'ente convocato per questa mattina.

Lagioia, premio Strega due anni fa con La Ferocia (Einaudi), è editor di minimum fax (si occupa della collana di narrativa italiana Nichel) e collabora, tra le altre cose, con Radio3. Nella sua scelta non è difficile vedere una volontà di svecchiamento proprio in vista dell'inevitabile competizione con il milanese «Tempo di libri». Anzi, la nomina torinese sembra proprio essere pensata in risposta a quella della scrittrice Chiara Valerio (di poco più giovane) che curerà il programma generale di «Tempo di libri», che si terrà a Milano dal 19 al 23 aprile 2017. Lagioia è uno degli autori del gruppo Tq che meglio è riuscito ad affermarsi in questi anni. La sua sfida ai «cattivi maestri», come scrivevano i Tq allora, lo ha portato al vertice di una manifestazione libraria centrale per il sistema editoriale, anche se in grandissima crisi. E ieri Lagioia ha subito precisato che intende «rivolgersi anche a chi ha scelto Milano».

Ma Torino per rimettersi in marcia, direttore a parte, deve riuscire a completare in tempi strettissimi una serie di passi. Tra i più urgenti: l'approvazione del nuovo Statuto da parte dei ministeri e degli enti locali, la nomina del nuovo Cda (con il direttore, i responsabili di area, il cosiddetto direttorio e il nuovo presidente, Bray appunto). Solo dopo verrà l'approvazione del progetto che sarà l'anima del prossimo evento. Quelle scelte, appunto, che dovrebbero toccare a Lagioia (presenterà il suo piano di lavoro a fine mese). Verso il quale non è mancato in rete qualche mugugno di ex Tq meno premiati dal sistema editoriale, o anche solo dagli editori «ribelli» che comunque di quel sistema restano un tassello.