"Nomad" di lusso: arte e design in villa per collezionisti vip

Prendere una villa, storica e lussuosa, e trasformarla per quattro giorni in uno scrigno di oggetti d'arte e design unici al mondo. Naturalmente in vendita. È la scommessa, vinta, di una coppia di amici (nella foto) con una navigata esperienza internazionale nel settore del lusso per raffinati intenditori. Il primo, Nicolas Bellavance-Lecompte, è un giovane canadese innamorato dell'Italia dove vinse una borsa di studio in Architettura, prima di fondare una galleria di design a Beirut; il secondo, Giorgio Pace, è uno specialista nella comunicazione di marchi di moda (da Bulgari a Louis Vuitton) oltre che nell'arte contemporanea, dalla Biennale di Venezia al Met di New York. Il loro progetto, che giovedì apre la quarta edizione, si intitola Nomad, termine che racchiude al meglio il loro concetto di «fiera-non fiera», in controtendenza con il proliferare in tutto il mondo di manifestazioni dedicate alle gallerie e ai collezionisti. «Il format delle fiere suddivise in algidi stand con centinaia di espositori mi aveva stufato», dice Nicolas accarezzando il suo silver labrador nell'elegante loft a due passi dal Duomo di Milano; «Sognavo qualcosa di diverso, di veramente esclusivo». La prima tappa è stata Montecarlo, nella Villa la Vigie, l'ex residenza primi '900 di Karl Lagerfield, arroccata sul mare. Nelle sale, nelle camere da letto e persino nei bagni e in terrazza, una quindicina di galleristi internazionali hanno allestito una mostra con oggetti e pezzi di design che, per essere accettati, dovevano esaudire il requisito di massima eccellenza e unicità. E soprattutto, tranne rare eccezioni, non essere mai stati esposti prima.

Lusso ed esclusività, queste le parole d'ordine di un evento che, oltre alle gallerie, sono imposte anche al pubblico: porte off limits per curiosi e visitatori «della domenica» ma aperte solo su invito a una mailing list di 17mila collezionisti vip. Quest'anno lo scenario sarà ancora l'antica dimora patrizia Chesa Planta di St. Moritz, nel cuore dell'Engadina. Nei 2.500 metri della casa-museo del XVI secolo saranno esposti opere e oggetti tra design e arte contemporanea da una ventina di galleristi internazionali. Durante la fiera «a porte chiuse», i collezionisti ospiti potranno meditare usufruendo anche del programma «Nomad Circle», ovvero un circuito di eventi Vip, tra cene esclusive e visite a collezioni private.

Sul volume d'affari di questo «circolo nomade» c'è ovviamente grande riservatezza, «ma le opere in mostra - sottolinea Lecompte - non hanno necessariamente prezzi inarrivabili, in un range che va dai 3mila euro al mezzo milione». Ogni gallerista ha a disposizione una stanza dove allestire opere e oggetti a tiratura limitata. Come la «Sedia di Venere quattordicenne» di Ugo Marano, il «Fungo-tappeto» di Carsten Hoeller o la scultura «Renaissance d'Olivier» del giapponese Setsuko Klossowska de Rola. «Se le gallerie top tornano vuol dire che sono soddisfatte degli affari, oltre che dell'esperienza» dice Lecompte. «Il futuro di Nomad? Forse l'America ma non nelle solite metropoli dell'arte, come New York o Miami. Potremmo scegliere il vecchio Texas, sempre che si trovi una villa adeguata...».