"Non faccio la star Mi rimetto in gioco e cerco nuovi ruoli"

La minidiva presenta a Ischia il film Rudderless e racconta il suo futuro: "Scriverò una sceneggiatura"

Madri ischitane in soccorso di figlie adolescenti in lacrime e in delirio, scarmigliate sotto il sole dopo lunga attesa di Selena Gomez. Chi porta acqua e chi cerca di riportare a casa la prole impazzita, che brama la visione dell'ex-star Disney. Ma lei, niente: è sull'isola per ritirare il premio «Ischia Kids Global Icon» e lanciare l'anteprima europea di Rudderless, dramma musicale di William H.Macy, dove Selena interpreta Kate, fidanzata con un ragazzo che muore in una strage scolastica Usa.

In Rudderless si affronta il tema delle stragi scolastiche. Può parlarci del suo ruolo?
«La mia Kate Lucas è una ragazza semplice, di oggi, ed è molto innamorata del suo ragazzo. Ma quando lui perde la vita, in quella stupida sparatoria, lei comincia a interrogarsi sul senso dell'esistenza. E cambia. Condivide le sue lacrime con chi ha amato il suo fidanzato, particolarmente con il padre di lui. E scopre quanto sia potente l'amore dei genitori».

Ha 21 anni solamente, ma organizza la sua carriera su piani decennali: non le pesa questa pressione?
«Moltissimo! Per troppo tempo sono stata circondata da persone che mi dicevano cosa fare, come comportarmi. “Devi essere sexy”, “Sii carina!”, “Indossa questo”. Finché non ho capito che dovevo essere semplicemente me stessa. Accettarmi per quello che ero. Credo sia un problema che ci riguardi tutti, più o meno sicuri, più o meno adulti. È doloroso non sentirsi amati. Soltanto l'autostima ci salverà».

Che cosa significa quel tatuaggio in arabo, che ha sul braccio?
«Vuol dire: “Ama te stessa”. Ho capito soltanto di recente, quando sono stata male, che occorreva ripartire da me, se volevo trovare consolazione. E voglia di vivere».

Ha lanciato in Rete un appello in favore della pace in Medio Oriente. Sembra politicamente impegnata...
«Cerco di sfruttare la mia celebrità, per mandare un messaggio di pace. Non c'è calcolo mediatico, né è una mossa pubblicitaria».

Quali progetti ha, tra cinema, musica e moda?
«Vorrei lanciarmi ancora in produzione. Ho lavorato sul cineadattamento del romanzo di Jandy Nelson The Sky is Everywhere, ritagliandomi il ruolo di Lennie Walker, e ha funzionato. Adesso sto leggendo un po' di copioni, ma è difficile trovare qualcosa di nuovo e di adatto a me. Se avessi tempo, mi scriverei una sceneggiatura da sola. Sto pensando al sequel di Spring Breakers, intitolato Spring Breakers. The Second Coming. Incrociamo le dita!».

Che cosa pensa delle madri italiane mentre accompagnano le figlie, sue fans?
«Sono fantastiche! Mi fanno pensare a mia madre Mandy, che dopo il divorzio da mio padre s'è sobbarcata tre lavori diversi, pur di mantenermi alle lezioni di canto e danza. Ha fatto molti sacrifici, per me. A volte, mentre io avevo il piatto pieno di spaghetti con le polpette, lei aveva un piatto semivuoto davanti a sè. Non me lo dimentico: è stata di grande esempio e ha cercato di crescermi come meglio poteva. Non fanno così anche le mamme italiane?».

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Ritratto di fritz1996

Anonimo (non verificato)