«Non siamo politici, siamo solo rock»

Quando una cantante, ad esempio Skin, risponde con una frase del tipo: «Noi siamo soltanto gli Skunk Anansie, del resto non ci importa», allora siamo a posto: lo spirito rock è intatto. Oggi esce Black Traffic, il loro sesto album pubblicato dalla agile Carosello Records, probabilmente il loro migliore da un bel pezzo a questa parte: intenso, ruvidissimo, sincero. «Siamo incazzati» dice la cantante Skin senza giri di parole uscendo dalla bella diretta con Luca Dondoni su Rtl.102.5. Ma anche senza spiegare il perché di tanta arrabbiatura.
Scusi Skin, per quale motivo siete così arrabbiati?
«Viviamo in un mondo schifoso, pieno di disillusione che ci fa arrabbiare».
Non dica che siamo alle solite: piove, governo ladro.
«Ma no, è finita quell'epoca. In questa epoca tanti, quasi tutti, sono delusi dai loro leader politici di riferimento. Tutti vogliono votare, ma per chi? Alla fine il dilemma è lo stesso: si sono accorti che i politici invece di pensare all'interesse pubblico pensano alla propria sopravvivenza nella casta».
«Non farmi arrabbiare, ti ammaestrerò come un cane» canta in I will break you.
«Credo che questo verso esprima un vero spirito rock. Noi non stiamo da nessuna parte, se non dalla parte di chi fa fatica ad assumere un ruolo preciso perché è schierato».
Però per molti gli Skunk Anansie sono politicamente schierati.
«La nostra politica è il rock».
E, se proprio bisogna dirlo, il vostro nuovo album è molto rock. Duro. Essenziale.
«Un po' dipende dal produttore Chris Sheldon (favoloso il suo lavoro sui Therapy? - ndr). Ma un po' è anche merito nostro».
Scusi, Skin, per quale motivo?
«Per anni abbiamo avuto un fantastico studio di registrazione che era pure lussuosissimo. Ma non era il nostro paio di guanti. Noi non siamo una band di giovani studenti, siamo ben altro. Così abbiamo gettato la nostra sagoma. E abbiamo voluto apparire per quello che siamo: una band definitivamente rock».
Definitivamente?
«Sì è così. Forse oggi si fa fatica a capirlo. Ma noi siamo rock. E anche nel nostro nuovo tour lo dimostreremo. Arrangiamenti molto aggressivi. E scenografia kolossal, forse la più kolossal che abbiamo mai avuto».
Siete diventati «mainstream»?
«Macché, siamo sempre gli stessi. Però ci è sempre piaciuto avere la nostra scena personale perché siamo onesti».
Però. cara Skin, una parte del merito è anche della sua voce, mai così bella e compiuta.
«Alla fine, se stai bene con te stesso, stai bene anche davanti al microfono. È proprio così».