Il nostro Rinascimento ora è pronto per rinascere

Con la cultura si mangia e si vive nello splendore della grande tradizione. Che è italiana e cristiana

"Madonna in trono", Carlo Crivelli

L' Italia è la prima potenza culturale del mondo, per questo bisogna investire sulla bellezza. Dove si è investito, come a Capri, Taormina, Gubbio, il ritorno economico e lavorativo è altissimo. Vittorio Sgarbi da tempo ha lanciato il suo movimento Rinascimento, che ha questo come missione: riportare nella politica il primato dell'arte. Ora ha convinto il superministro dell'economia dei Governi Berlusconi, Giulio Tremonti, a firmare insieme il manifesto politico che lancia la loro azione. Esce infatti, a doppia firma, nei prossimi giorni, il libro Rinascimento (Baldini&Castoldi, pagg. 180, euro 17). Il testo non è un elenco di belle intenzioni da portare in paradiso. È un'analisi lucidissima sulla situazione dell'Italia, nel contesto europeo e mondiale, e una proposta su come salvarla dall'irrilevanza. Mentre infatti il critico d'arte ci spiega il grande tumulto espressivo e artistico che si sviluppò nelle nostre terre, nel Rinascimento, prefigurando che soltanto con un altro analogo grande tumulto l'Italia si possa risollevare, Giulio Tremonti afferma che il Rinascimento potrà ri-avverarsi soltanto rovesciando la religione oggi dominante: questa religione, imposta da Bruxelles, sospinta dalla globalizzazione, vuole l'uomo a taglia unica, a pensiero unico, standardizzato nel suo essere, grazie ad un'infinità di regole, vincoli, procedure, volti a comprimere le diversità dei territori e a realizzare l'uomo uniforme, il mangiare e il pensare uniforme.

Per sprigionare le energie creative e produttive, represse nel paese, occorrono dunque gesti politici di forte rottura (su tutti, il referendum per togliere dalla Costituzione la sottomissione ai vincoli europei).

Commenti

Tergestinus.

Sab, 26/08/2017 - 10:03

Il Rinascimento italiano è stato ciò che è stato in primis perché era fondato sul recupero della cultura antica. Se non si riparte da questo punto non si avrà mai alcun nuovo rinascimento.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 26/08/2017 - 14:41

Bravi, investite in cultura e arte, così potremo lasciare un incalcolabile patrimonio artistico in eredità agli africani che nel frattempo ci avranno invasi. Saranno felici di passare direttamente dalle scorribande nella savana e le capanne di fango a bivaccare alla Galleria degli Uffizi o ai Musei vaticani, pasteggiando a base di kebab, cuscus e zuppa di banane, davanti a Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Michelangelo. Data la loro antica tradizione artistica e l’innato senso estetico, sono certo che apprezzeranno molto, specie la raffinatezza rinascimentale.

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Sab, 26/08/2017 - 21:17

Giustissimo, senza cultura non ci sono idee, se non quelle permesse da chi ha soldi e vuole che circolino solo le sue. "L'ispirazione", è la base del movimento e della ceatività, ma le multinazionali opporranno resistenza al rinascimento, perchè sarebbe l'opposto dell'omologazione da loro perseguita! Prepariamoci a una dura battaglia

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Sab, 26/08/2017 - 21:27

Però è un paradosso che si sia rivolto a Tremonti: Era il lontano 2010 quando, l’allora ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi, si lamentava con il suo collega Giulio Tremonti, alla guida del dicastero all’economia, dei tagli alla cultura e delle contemporanee elargizioni ai ministri leghisti. Addirittura il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pare avesse confessato: “Quando gli si chiedono dei soldi lui risponde sempre che non ce ne sono”. Tremonti, allora, proprio riferendosi al ministro Sandro Bondi, pronunciò il fatidica frase: “Non è che la gente la cultura se la mangia”.