La nuova Cristina Parodi A La7 niente telegiornale: sarà il volto del pomeriggio

Ma certo, Cristina Parodi lascia Mediaset, dice addio al Tg5 e arriva a La7. Qualcuno lo sussurrava da giorni. Ieri, a bruciapelo, l’indiscrezione è diventata realtà. Si può dire: fine di un’epoca. E si può pensare: ma chi glielo avrà fatto fare.
Però i contorni del trasloco sono ancora fumosi assai. La Parodi non condurrà il TgLa7 in tandem con Enrico Mentana nel terzo polo generalista che conserva evidente un grande potere attrattivo nei confronti dei grandi nomi tv.
Anzi, è probabile che il direttore sia uno degli artefici del trasferimento, se non altro come garanzia di continuità e, a modo suo, come simbolico punto d’appoggio.
Di certo a Mediaset uno dei volti televisivi più famosi d’Italia, specialmente nel ramo Tg, non sarà facile da sostituire e, forse, consentirà giocoforza al Tg5 di puntare sul rinnovo generazionale, magari promuovendo alla delicatissima conduzione delle 20 le «giornaliste trentenni» come la brava Costanza Calabrese. Si sa, in questa fase la parola «trentenne» è la panacea preferita per ogni male televisivo e quindi va bene così. In ogni caso, dopo due decenni, il tanti saluti e grazie di Cristina Parodi non passa inosservato e spicca in un contesto che, più della ricerca di nuovi scenari, impone di mantenere le posizioni, specialmente quando sono di primo piano.
Forse anche la Parodi ha sentito il bisogno di rinnovamento: in fondo ogni sfida è un elisir di gioventù, e quindi ben venga. O forse la necessità di trasferirsi a Roma con estenuante costanza per condurre il Tg5 era diventato ormai inconciliabile con le esigenze di vita.
La Parodi ha attraversato dietro la scrivania del Tg5 le fasi più tempestose degli ultimi vent’anni, scansendo passo dopo passo, con il suo stile (che è invidiabile e invidiato), le tappe di una cambiamento politico e sociale frenetico e decisivo. E allora è naturale il bisogno di cambiare. Ma non di replicare il passato, con un giochetto che magari suscita l’attenzione frenetica del pubblico ma alla lunga risulta controproducente. Il confronto con ciò che è stato. La delusione nostalgica di chi, comunque, aveva legato un volto a un’epoca ormai passata.
E poi, per carità, c’è da evitare la carrambata familiare. Perciò è da escludere la riunione con la sorella Benedetta, anche lei da poco transfuga a La7.
Le due sorelle navigheranno su binari paralleli. Sulla stessa rete. Ma sempre paralleli. In realtà, da quanto si dice, a Cristina Parodi toccherà una sorta di ritorno alle sue seconde origini. Non speaker del telegiornale spesso più seguito della sera. Ma volto del pomeriggio in un palinsesto, quello de La7, tutto da rifondare. Si sgancerà dal rullo della cronaca obbligato a ritmi frenetici. E diventerà la padrona di casa in una fascia oraria decisiva in questa fase tv determinata da difficili contingenze anagrafiche e di mercato. Quella del pomeriggio. Sempre per dar retta alle indiscrezioni, Cristina Parodi metterà in piedi un talk pomeridiano che avrà come termini di paragone quelli di Barbara D’Urso su Canale 5 o di Mara Venier su Raiuno. In fondo, la giornalista alessandrina deve una (consistente) parte della sua notorietà anche a Verissimo, contenitore patinato di Canale 5, assai legato all’attualità e perfino al gossip, che ha condotto dal 1996 al 2005. Su queste tracce nascerà il nuovo format pomeridiano di La7, in onda dal prossimo autunno. Ed evitiamo, per favore, ogni malizioso retroscena politico. Paradossalmente, a Giorgio Gori, nuovo spin doctor di Matteo Renzi, conveniva di più avere la moglie a Mediaset che nella stessa rete di Sabina Guzzanti o Serena Dandini perché, si sa, ormai il bipartizanismo ha sostituito il muro contro muro. Ecco.