Nuovo cinema al vetriolo "Ted" guida i comici choc

Riecco l'orsetto che sbrana i luoghi comuni seminando ironia su tutto, compreso l'11 settembre. E fa incassi stellari

La realtà, si dice, supera l'immaginazione. Così sembra difficile pensare di poter superare il politicamente scorretto ma reale Bill Cosby, l'attore afroamericano, esemplare padre di famiglia nella serie tv di culto I Robinson , accusato di aver dato il barbiturico Quaalude - lo stesso usato da Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street di Scorsese - a giovani donne per fare sesso con loro.

Per i comici statunitensi la strada è quindi sempre più in salita. Ma chi, se non Seth MacFarlane, può farcela? L'inventore dell'irriverente serie d'animazione I Griffin ha tutte le carte in regola per potersi imporre sempre più come il fautore di una nuova commedia politicamente scorretta che, allo stesso tempo e paradossalmente, celebri il modo di vivere americano (in buona compagnia con colleghi come Mike Judge, non a caso anch'egli autore di una serie d'animazione cult come Beavis & Butt-head , o Matt Stone e Trey Parker creatori di South Park , oppure Il dittatore molto Borat Sacha Baron Cohen o, infine, l'omonimo Seth Rogen che con The Interview con James Franco ha creato un incidente diplomatico con la Corea del Nord). Prova ne è il sequel del suo maggiore successo Ted (il recente tentativo di parodia western, Un milione di modi per morire nel West , non è andato così bene), l'orsetto che da peluche è diventato animato e parlante. Gli animali antropomorfi sono una costante nell'opera dell'animatore, attore e regista nato nel Connecticut 41 anni fa. Con la famiglia Griffin vive Brian, un cane con problemi di dipendenza dall'alcool e dalla droga mentre nello spin off in versione afroamericana The Cleveland Show c'è una famiglia di tre orsi parlanti con il figlio che si fa di cannabis.

«È l'America ragazzi!», sembra voler dire Seth MacFarlane che è ossessionato, come forse ogni maschio wasp, dal sesso degli afroamericani sulle cui misure vertono molti tormentoni comici. Un paese in cui si sta a bere e fumare stravaccati sul divano a guardare la serie tv preferita, nel caso di Ted Law & Order . Questo è quanto succedeva nel primo film che ha incassato in tutto il mondo mezzo miliardo di dollari al botteghino (e già si vocifera di Ted3 ), dove il plot girava esclusivamente sull'amicizia virile tra l'orsetto e il protagonista interpretato da Marc Whalberg. Ma rispetto al primo film, Ted (doppiato in originale dal regista stesso) è ormai un orsetto sposato con Tami-Lynn (Jessica Barth) che, come in tante coppie, pensa di ravvivare il matrimonio in crisi facendo un figlio. Ma può un ex giocattolo e senza apparato riproduttivo avere il diritto di procreare? Da questa semplice idea Seth MacFarlane costruisce una trama molto profonda e satirica anche sulla procreazione assistita. Con tanto di legale dei diritti umani - proprio come sta accadendo negli States con l'avvocato Stephen Wise e il Great Ape Project sulle scimmie - Samantha Leslie Jackson (interpretata da Amanda Seyfried bravissima a stare al gioco) a difendere pro bono l'orsetto che non è un oggetto, un bene ma «è molto più persona di quanto lo sia Steven Tyler» (il cantante degli Aerosmith). Seth MacFarlane, che usa una comicità molto citazionistica (meraviglioso l'helzapoppin alla fiera piena di «geek» del ComicCon di San Diego), riesce a giocare con l'alto più etereo, come la meravigliosa e perfetta coreografia iniziale anni '40 (omaggio al cinema di Busby Berkeley), e con il basso più schifoso, come tutte le volte che inonda, letteralmente, di sperma il grande schermo prendendo in giro gli idoli pop: «Coperto di tutto quello sperma, sembri una delle Kardashian».

In mezzo c'è il capolavoro del film. Quando l'orsetto si confonde tra il pubblico di uno show con i comici che chiedono al pubblico su quali argomenti scherzare: «L'11 settembre, Robin Williams, Charlie Hebdo», suggerisce Ted. Creando naturalmente il panico tra i nuovi ma conformisti comici. Geniale escamotage di MacFarlane. Con lo spettatore che ride, a denti strettissimi, imbarazzatissimo. Anche su Bill Cosby, ovviamente citato.