Il nuovo piccolo capolavoro di Hieronymus Bosch

Nel cinquecentenario della morte del visionario pittore riscoperta una sua tavola «perduta»

Matteo SacchiUn'altra visionaria tavola va ad aggiungersi (con buona probabilità) al catalogo delle opere di Hieronymus Bosch (1453-1516), l'onirico genio olandese di cui quest'anno ricorrono i cinquecento anni dalla morte (che verranno celebrati da svariate mostre). Il quadro in questione, la Tentazione di Sant'Antonio, era noto da tempo e conservato al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City (USA). Molto a lungo lo si è creduto opera di un allievo di Bosch, forse anche per gli effetti di un restauro molto invasivo del XX secolo che ne rendevano difficile lo studio. Le ricerche del Bosch Research and Conservation Project, presentate ieri, hanno però messo sotto la lente di ingrandimento questo piccolo olio su quercia (38,6 x 25,1 cm). E secondo gli esperti non c'è dubbio: sarebbe proprio di Bosch. Tanto che l'opera, (ri)scoperta dal BRCP, risalente al 1500-1510 circa, verrà presentata al pubblico per la prima volta in occasione della retrospettiva dedicata a Jheronimus Bosch, in esposizione al Noordbrabants Museum, in Olanda, dal 13 febbraio all'8 maggio. Il dipinto sarà quindi la vera novità della retrospettiva ed è il coronamento della più vasta ricerca internazionale mai svolta sul pittore e che riunisce un numero di opere veramente eccezionale.Ma veniamo al quadro. Rappresenta Sant'Antonio Abate, riconoscibile per la croce a T sul mantello. Con la mano sinistra è appoggiato a un sottile bastone, con la destra riempie una brocca d'acqua. Il santo viene insidiato, nella sua esistenza dedicata a Dio, da strane creature posizionate nella parte bassa del dipinto. E in effetti nella tradizione cristiana questo eremita, che abitava nel deserto della Tebaide, è ricordato proprio per essere stato continuamente tentato dal demonio. Secondo gli studiosi, che hanno utilizzato svariate tecniche di analisi scientifica, si tratterebbe di un frammento di un dipinto molto più grande, probabilmente un trittico smantellato. La rappresentazione di Sant'Antonio che versa l'acqua circondato da strane creature si ritrova nei dettagli di altre opere di Bosch. La figura del santo ha somiglianze con il Sant'Antonio del Trittico degli Eremiti (conservato alle Gallerie dell'Accademia di Venezia e appena restaurato), e anche col pannello centrale del Giudizio Universale di Bruges, oltre che con il Trittico delle tentazioni di Sant'Antonio del Prado.