"Obbligo o verità", un horror a misura di adolescente

Il nuovo film della Blumhouse è un prodotto nato per sbancare il botteghino ma spreca l'idea di partenza offrendo davvero poco sotto tutti i punti di vista

"Obbligo o Verità" è un ibrido tra thriller soprannaturale e film horror ma, anziché prendere il meglio dai due generi, si presenta come un mediocre prodotto per teenager nato per sbancare il box-office con il minimo sforzo produttivo.
Stavolta Jason Blum, l'attuale Re Mida dell'horror grazie alla sua Blumhouse Production, si accontenta di confezionare qualcosa in stile "Final Destination". L'originalità latita, così come i guizzi creativi, ma è indubbio che diversi ragazzini potrebbero apprezzare ingredienti come un cast di bella presenza, scaramucce sentimentali e possessioni diaboliche.
La trama è semplice. Un gruppo di amici e compagni di college parte per una vacanza in Messico. Qui, su invito di uno sconosciuto apparentemente innocuo, i ragazzi si recano nei dintorni di una chiesa abbandonata e iniziano a giocare a "obbligo o verità". Si trovano quindi a turno a dover scegliere tra rivelare un segreto o fare qualcosa che in condizioni normali non farebbero. Una volta tornati alla vita di sempre, scoprono che il gioco non è finito e che per sopravvivere devono continuare a osservarne le regole: se rifiutano di partecipare, di dire la verità e sostenere prove, muoiono.
E' piuttosto ovvio che il racconto coincida con la progressiva eliminazione dei personaggi, pedine destinate a uscire dalla scena nei modi più bizzarri. Nel film, ogni persona che di punto in bianco manifesti un ghigno demoniaco rivela di essere posseduta dal principio maligno alla base del gioco. Le sfide che i ragazzi sono chiamati a superare si spingono oltre il limite e riguardano sempre la loro storia personale, avendo a che fare con fobie o segreti. L'affiatamento tra gli amici superstiti viene distrutto dalle rivelazioni reciproche, eppure l'unico modo per salvarsi è fare squadra e andare in cerca dell'origine della maledizione, stanando gli untori che, per posticipare il loro turno nel gioco, l'hanno diffusa.
Abbastanza ridicolo il tentativo di dare una sorta di profondità al film incastrando nella narrazione temi seri come l'alcolismo e gli abusi sessuali.
Non siamo soltanto di fronte a un brutto horror ma a qualcosa che ha una sua subdola pericolosità sociale: poiché il gioco "obbligo o verità" esiste in tutto il mondo, così come soggetti pronti a commettere idiozie, ci manca solo che qualcuno prenda spunto dalla versione estrema vista su schermo.