"Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale": quando nasce la clausola dei film

Per capire da dove derivi la famosa dicitura presente alla fine di tutti i film bisogna tornare indietro di quasi un secolo

Alla fine di ogni film siamo ormai abituati a leggere "Ogni riferimento a fatti o persone, vive o morte, è puramente casuale", tanto che non ci facciamo più caso. Ma quando è nata la famosa dicitura? La risposta arriva dal sito Slate che racconta l'episodio dopo il quale le industrie cinematografiche hanno iniziato a inserire obbligatoriamente nei titoli di coda la clausola.

La storia

Tutto cominciò nel 1933, quando un principe russo in esilio fece causa alla "Metro Goldwyn Mayer" per aver fatto un biopic (genere cinematografico basato sulla ricostruzione della biografia di un personaggio realmente esistito) su Rasputin che non raccontava correttamente la sua morte. Il principe lo sapeva bene perché era stato lui a ucciderlo. Ecco la storia: il Principe Felix Yusupov, ricchissimo ed educato a Oxford, nel 1916 era uno degli aristocratici russi che pativano l’influenza di Rasputin sullo zar e sulla zarina. A dicembre il Principe Felix invitò Rasputin nel suo palazzo, gli offrì dei dolci al cianuro e poi gli sparò.

La zarina fu distrutta alla notizia, lo zar invece lasciò al principe la possibilità di andare in esilio con sua moglie Irina. Sedici anni dopo, basandosi su quegli eventi, la "MGM" produsse il film "Rasputin e l’Imperatrice", e Yusupov, ormai diventato povero a Parigi, querelò per diffamazione e violazione della privacy. Non tanto la sua quanto quella di sua moglie.

Il personaggio di Natasha, ispirato a quello della vera principessa Irina, nel film è infatti descritta come amante di Rasputin, da lui ipnotizzata e stuprata. Nella realtà i due non si erano mai incontrati. La ricercatrice della "MGM" aveva avvisato lo studio della fatale discrepanza storica ma era stata licenziata. Una scena di stupro e un tradimento faceva comodo a tutti. Volevano andare oltre e mettere in scena anche la storia di sesso fra Rasputin e la zarina, visto che il mistico stesso si vantava nei bar russi di "averglielo dato a quella vecchia ragazza", ma gli attori protagonisti erano fratello e sorella (i Barrymore) nella vita vera e quindi furono risparmiati.

Irina fece causa allo studio e ottenne un risarcimento di 127.373 dollari da un tribunale britannico, mentre negli Stati Uniti la "MGM" giunse a un accordo pagando 250.000 dollari, cifra molto alta per l'epoca. Il film non circolò per anni e comunque la scena dello stupro fu tagliata. Gli studi hollywoodiani, che avevano introdotto il film originale con la dichiarazione: "Riguarda la distruzione di un impero...alcuni personaggi sono ancora vivi, altri morti in modo violento", dopo la causa inserirono la clausola opposta ovunque: "Questo film è opera di finzione e ogni riferimento a persone vive o morte è puramente casuale".