"Ora i suoi film sono come quelli di Totò: fanno sempre ridere"

Parla il compositore Micalizzi

Giusto il tempo di annunciare la scomparsa ed è scattata la standing ovation. Generosa, commossa. Dopotutto Franco Micalizzi e Bud Spencer con Terence Hill insieme hanno costruito un pezzo di cinema italiano. Loro, si sa, una coppia inimitabile. Lui un compositore dalla sensibilità unica che al cinema ha composto per la prima volta proprio la colonna sonora di Lo chiamavano Trinità. Un successo stellare. L'altra sera durante il suo concerto al Festival dei Due mondi nel Teatro Romano di Spoleto, è stato proprio Micalizzi ad annunciare che Bud Spencer non c'era più: «Ho anche pianto un po'», confessa lui che al termine del concerto ha ricevuto l'ovazione dei grandi. «È stata quasi una coincidenza sovrannaturale, stavamo per eseguire proprio la musica di Trinità».

Dopotutto, caro Maestro, anche Bud Spencer era un intenditore di musica.

«Sì quando ci incontravamo parlava sempre di musica, di ciò che aveva fatto e di ciò che avrebbe voluto fare».

Se Trinità è diventato un super cult il merito è anche della colonna sonora. Così azzeccata, con quel celebre fischio di Alessandro Alessandroni, che persino Tarantino l'ha inserito nelle scene conclusive di Django Unchained.

«Ne ha colto l'ironia e l'ha utilizzata nel modo giusto».

Quante altre volte ha collaborato con la coppia?

«Per i film Non c'è due senza quattro e Nati con la camicia ma sul set ci vedevamo poco».

Invece quei film sono stati visti e rivisti così tanto da aver avuto centinaia di milioni di spettatori.

«Lo chiamavano Trinità, ad esempio, sembra uscito ieri. E anche io, ogni volta che lo vedo, è come se fosse la prima. È come per i film di Totò: li conosci a memoria ma ridi appena scatta la battuta. Ad esempio, quando Bud Spencer tira lo schiaffone a Mescal in Trinità, è impossibile non ridere anche oggi a 46 anni di distanza».

Bud Spencer ha sempre avuto quella energia?

«Quando ci siamo incontrati era sempre carico di entusiasmo come nei film».

E Terence Hill?

«Dopo decenni senza vederci, mi ha cercato per un film che ha in programma. Quando l'ho visto arrivare, mi sono quasi commosso: è sempre un uomo timido, pulito d'animo. Mi ha proposto di fare le musiche di un film che ha intenzione di girare presto, una sorta di sequel di Trinità. Ho composto le prime musiche e lui è impazzito dalla gioia».

Dopotutto Micalizzi è un marchio di qualità.

«Dopo tanti anni, cerco solo cose vere. Come il mio ultimo disco L'isola dei fiori, tutti brani in tre quarti ispirati alla nascita di un fiore su di una capsula in orbita intorno alla Terra. Un evento così commovente da far nascere, anche in me, la voglia di comporre nuova musica».