Oscar, i fratelli Taviani candidati a miglior film con Cesare deve morire

Dopo aver conquistato l'Orso d'oro, il docu-film sul carcere di Rebibbia potrebbe entrare in nomination come Miglior film

Dopo aver vinto 5 David di Donatello e l'Orso d'oro a Berlino, Vittorio e Paolo Taviani vanno alla conquista del premio cinematografico più ambito. Il film "Cesare deve morire" è candidato per l'Italia agli Oscar.

La pellicola è una docu-fiction girata nella sezione di alta sicurezza del carcere di Rebibbia e ha come attori i detenuti, alcuni anche condannati all'ergastolo. Racconta della messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare: attraverso le prove, prende forza la grande tragedia, a metà tra vita reale e finzione.

I fratelli Taviani vanno ora alla ricerca di una nomination storica: è dal 2006 che l’Italia non riesce ad entrare nella cinquina del miglior film straniero. "Siamo felici ed è solo l’inizio di un bel viaggio. C’è tanta strada da fare", hanno detto.

Commenti
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lettore57

Mer, 26/09/2012 - 15:22

e chi se ne frega lo posso dire? dai forza ditemi chi di voi ha pagato un biglietto, fosse pure un cinema di periferia, per andare a vedere una pseudo opera cinematografica di codesti signori?

pieropomiga

Mer, 26/09/2012 - 16:36

be', in Italia sono rimasti in pochi, loro, Bellocchio, Olmi, bertolucci...non é che ci fosse tutta questa scelta

bisesa dutt

Mer, 26/09/2012 - 17:32

è un film bellissimo

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lettore57

Mer, 26/09/2012 - 19:37

sarò anche un film bellissimo... de gustibus.... ma nessuno ancora che ammetta di aver pagato un biglietto per vedere un film di questi due signori....

pieropomiga

Mer, 26/09/2012 - 22:58

ma che importanza ha se uno paga o no il biglietto: io i film da anni li vedo in tv o in cassetta. E allora?

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gzorzi

Gio, 27/09/2012 - 09:13

Dopo 30sec di servizio in TV, se già era poca, mi è passata la voglia del tutto di vedere questo film palloso. Forse sarebbe meglio farli lavorare questi detenuti e gratis. Abbiamo manodopera infinita e abbiamo le carceri fatiscenti, per non parlare delle scuole.