Oscar: James Ivory omaggia il film di Guadagnino con la sua camicia

James Ivory, premiato agli Oscar 2018 per la miglior sceneggiatura originale, omaggia "Chiamami con il tuo nome" con la sua singolare camicia

James Ivory entra di diritto nella storia degli Oscar. E non sono poiché vincitore più anziano di sempre di una statuetta, per la sceneggiarura originale di "Chiamami con il tuo nome”, ma anche per la singolare camicia che l'artista ha voluto indossare in occasione delle premiazioni. Sull'indumento una stampa dedicata a Timothee Chalamet, il giovane attore protagonista del film di Luca Guadagnino.

La scelta non sembra di certo casuale: Timothee Chalamet, infatti, è stato il più giovane candidato nella categoria Miglior Attore degli ultimi otto decenni. La pellicola del regista italiano è quindi riuscita non solo nel difficile compito di unire due generazioni così lontane, ma anche di segnare ben due record sull'età dei nominati: 89 e 22 anni.

Quella per migliore sceneggiara originale è l'unica vittoria che "Chiamami con il tuo nome" è riuscita ad aggiudicarsi, delle quattro in cui era in corsa, tra cui anche Miglior Film. La pellicola racconta la delicata storia di due ragazzi - l'adolescente Elio e il neolaureato Oliver, rispettivamente interpretati proprio da Timothee Chalamet e Armie Hammer - che si innamorano durante una calda estate lombarda degli anni '80. Una produzione che ha saputo cogliere i favori della critica a livello internazionale, come uno dei film più acclamati dell'anno.

"Tutti abbiamo avuto un primo amore - ha specificato Ivory durante la premiazione, presso il Dolby Theatre di Los Angeles - o almeno spero, e ne siamo usciti più o meno intatti". Una carriera costellata di successi cinematografici, quella per l'artista, già nominato agli Oscar tre volte per la regia di "Camera con Vista" nel 1985, "Casa Howard" nel 1991 e "Quel che resta del giorno" nel 1993. E finalmente il tanto atteso riconoscimento è arrivato.

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Lun, 05/03/2018 - 15:04

Riconoscimenti per la qualità del film di Guadagnino, o perché racconta una stoia di amore omosessuale? Ormai la campagna della lobby gay a favore degli omosessuali, che condiziona tutto il mondo dello spettacolo, è così invadente, pervasiva, assillante e sfacciata che diventa ridicola.

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 05/03/2018 - 15:18

Volte produrre un’opera di successo? Fate qualcosa (un libro, un film, una serie Tv, un testo teatrale, una fiction) che parli di amori gay, razzismo, storie di migranti e integrazione, storie di schiavismo e discriminazione etnica; meglio se i protagonisti sono neri. Un premio, una citazione, una targa, un riconoscimento, lo prendete di sicuro. Come diceva Guido Angeli “Provare per credere”.