Paltrow, De Niro, Aniston: imprenditori non per fiction

Gwyneth ha creato una casa editrice di cibo vegetariano, Bob ha aperto vari ristoranti, Jennifer si è lanciata nei profumi

Che il successo possa dare alla testa è un luogo comune che sicuramente non vale per le star del cinema statunitensi. Vere e proprie macchine da guerra al momento di firmare i contratti milionari e capaci di reinvestire i cinedollari a propria immagine e somiglianza. Un secondo lavoro che si può anche tramutare nel primo. E che quindi, usando termini anglosassoni, può essere anche una «exit strategy». Se il cinema ti chiama spesso, bene, altrimenti la via d'uscita può essere il nuovo lavoro che ti sei creato.

Lo sa bene Gwyneth Paltrow che ultimamente ha meno ruoli da protagonista (anche se sarà al fianco di Antonio Banderas che interpreterà Pablo Picasso alle prese con la realizzazione del celebre dipinto Guernica in 33 días di Carlos Saura) e che si sta reinventando come scrittrice di libri di cucina oltre che, appena può, come cantante (la sentiremo presto con l'ex marito, il cantante dei Coldplay Chris Martin, nella canzone Everglow). È giunta ormai al terzo libro dedicato al cosiddetto «comfort food», il «cibo consolatorio» adatto ai momenti di bisogno, per la pancia e il cuore. Sempre all'insegna della cucina vegetariana e macrobiotica di cui è una fervente sostenitrice. Ad ogni modo, soprattutto sull'onda del bestseller It's All Good, la Paltrow ha deciso di aprire una vera e propria casa editrice, la Goop Press, con cui pubblicherà i suoi stessi consigli per la tavola. L'attrice è convinta che c'è ancora spazio per i libri di carta perché «se c'è chi vuole leggere i giornali solo on line, c'è anche chi preferisce sfogliare un giornale che ti lascia un po' di nero sulle dite. La stessa cosa accade per i libri, c'è chi ama l'oggetto».

La cosa curiosa è che gli attori-imprenditori o sono consigliati molto bene o sono dei veri e propri furbastri perché investono in uno dei settori, quello della cucina, che è una certezza. Così il due volte premio Oscar Robert De Niro, che in questi mesi ha concluso le riprese di ben cinque film, si è lanciato da qualche anno nella ristorazione co-fondando prima il ristorante di sushi Nobi che ormai ha 30 sedi in tutto il mondo, poi quello di cucina italiana Ago come gli altri due, Tribeca Grill e Locanda Verde, sparsi a New York. I siti specializzati stimano che il patrimonio netto del grande attore si aggiri intorno ai 200 milioni di dollari, tanto che lo stesso De Niro, che racconta di non poter vivere senza sashimi ma neanche senza spaghetti al filetto di pomodoro e basilico (un tributo alle origini italiane da parte di padre), alla domanda di quanti locali possieda non sa bene cosa rispondere.

Anche Jessica Alba ha cinque film in uscita ma trova il tempo di curare gli affari della Honest Company con cui due anni fa ha iniziato a creare prodotti per bambini ecocompatibili, dai saponi per il bagnetto ai pannolini. La società che ha triplicato le vendite nell'ultimo anno ha un valore di circa un miliardo di dollari. Visto che gli affari sono andati a gonfie vele, l'attrice di Sin City e di I Fantastici 4 sul cui set ha conosciuto il produttore che ha sposato e con cui ha avuto due bimbe, ha pensato bene di allargare il target agli adulti con la società di cosmetici Honest Beauty.Nella cosmesi si è lanciata pure Jennifer Aniston con due profumi che portano la sua iniziale J e con la Living Proof, una società di cura dei capelli in cui è proprio l'attrice di Friends a occuparsi dello sviluppo del marchio e del marketing. Ma la ex di Brad Pitt ha interessi anche nel campo cinematografico con la casa di produzione Plan B fondata nel 2002 appunto con l'ex marito. Anche per la Aniston, che sta girando due film (uno, The Comedian, proprio con Robert De Niro) e che è incinta di due gemelle, si parla di un patrimonio netto a sei zeri, circa 150 milioni di dollari. Ma tra gli attori hollywoodiani più profetici come imprenditori c'è Paul Newman scomparso nel 2008 ma che nel 1982 aveva lanciato una sua linea di prodotti alimentari, la Newman's Own, con condimenti per l'insalata e sughi per la pasta. Negli anni la società si è espansa con pizze e surgelati e ora conta più di 100 prodotti in vendita. Come voleva Paul Newman, a guadagnarci sono solo gli enti di beneficenza a cui va il cento per cento dei profitti dell'azienda che nel 2012 ha distribuito 380 milioni di dollari. Altri tempi, altri attori.