Pantomima o realtà? Morgan lascia X Factor

Girano voci sul ritorno di Mara Maionchi. Sempre che il cantautore non ci ripensi

«Lascio X Factor per sempre. Credo di non entrarci più nulla con le derive che ha preso questa trasmissione». Morgan non ha digerito di trovare ancora una volta due «suoi» gruppi l'uno contro l'altro al ballottaggio (trattavasi di Spritz for Five e Komminuet) e ha detto addio. Reazioni: occhioni sgranati di Victoria Cabello, faccia contrita di Mika, movimenti del capo imbarazzati di Fedez, e una bomba di sberleffi dal mondo dei social. Su Twitter il paragone più gettonato, rimbalzato, riformulato era quello tra Morgan e capitan Schettino. L'ordinaria crudeltà da network ha ricaricato sulle condizioni psicofisiche dell'ex leader dei Bluevertigo. Così Marco Salvati: «Anche per Morgan è il momento più brutto degli ultimi 10 anni. Se solo li ricordasse». Così Fran Altomare: «Il nostro corpo è composto dal 70% da acqua. Il corpo di Morgan è composto dal 97% di Redbull». Ma dopo i primi momenti il popolo del web è convenuto sul fatto che alla dipartita del ciuffo morganatico non crede nessuno. Il fatto è che gli annunci di abbandono si susseguono da anni. È successo già cinque volte; nel 2009, 2010, 2012, 2013, e nell'aprile 2014. Siamo al sesto «me ne vado», con tutto il contorno di polemiche, sfottò e spremute di cuore (e di fegato) del pubblico. Tutto un al lupo al lupo, un indotto gossipparo che fatalmente funziona. Il giorno dopo la puntata Andrea Scrosati di Sky tweettava soddisfatto degli ascolti in crescita, più 19 per cento rispetto all'anno scorso. Tanto che, mentre qualcuno azzarda un totonomi di possibili sostituti (Simona Ventura? Mara Maionchi?) alcuni hanno avanzato il sospetto che l'abbandono sia una pantomima concordata tra la rete e il cantautore.

Certo è che Morgan, lungo le puntate di X Factor di quest'anno è sembrato parecchio infastidito rispetto all'andazzo del programma. Giovedì scorso è riuscito a contravvenire a uno dei memento di qualsiasi showman, cioè non mettersi mai contro alla platea, e si è lasciato andare a un: «il pubblico si merita la merda che c'è in giro oggi». Certo è, anche, che (come notava Grazia Sambruna su Blogo) Morgan tende sempre più a proporre musica difficile ai suoi protetti: la settimana scorsa gli Spritz for Five avevano eseguito la Quinta di Beethoven, stavolta Cavallo a Dondolo di Roberto De Simone. Paolo Condò ha twittato: «Tranquilli @SpritzforFive, al ballottaggio Morgan vi farà interpretare l'elenco del telefono». Come se andare controcorrente rispetto al pop fosse diventata una sua missione di vita mediatica, Va bene. Ma i veri fan del cantautore milanese da un talento musicale di quella portata si aspettano innanzitutto una cosa: canzoni, canzoni, canzoni.

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