Pao, quando l'artista va in strada

Il giovane inaugura il 13 a Milano lo spazio «Start» di Mondadori

Angelo Crespi

«Si rende necessaria un'opera di demolizione del mito dell'artista-divo che produce soltanto capolavori per le persone più intelligenti. Occorre far capire che finché l'arte resta estranea ai problemi della vita, interessa solo a poche persone. È necessario oggi in una civiltà che sta diventando di massa, che l'artista scenda dal suo piedistallo e si degni di progettare l'insegna del macellaio (se la sa fare)». Questo è l'esergo, preso a prestito dal grande Bruno Munari, con cui Pao spiega il proprio lavoro. E Pao, sceso dal piedistallo, è salito sui ponteggi per dipingere i suoi murales, ha battuto i marciapiedi per trasformare i panettoni di cemento nei suoi celeberrimi pinguini, non sappiamo se abbia già progettato un logo per un macellaio o un fruttivendolo. La cosa certa è che Pao, al secolo Paolo Bordino, si è dato da fare per rendere l'arte accessibile a tutti, indistintamente alla massa, che sembra una cosa indifferenziata, ma in realtà è fatta di persone in carne e ossa. Logico dunque che il progetto espositivo «START» di Mondadori non poteva che iniziare (opening 13 giugno ore 18, piazza Duomo 1 Milano) con uno street artist che sta lasciando un segno nella cultura pop italiana. Pinguini a parte, Pao per Mondadori ha prodotto un lavoro site specif, un wall art che dialoga con opere originali, stampe fine art e serigrafie inedite dai prezzi molto contenuti, in collaborazione con Deodato Arte, perché l'idea di fondo è che ogni semplice spettatore può diventare un collezionista, cominciando proprio dall'arte più democratica (la street) che spesso inventa icone e stili che sopravvivono al disgregarsi delle mode.