Paolo Virzì presenta il film del suo debutto americano

Mirren e Sutherland in stato di grazia nella poetica e commovente fuga d'amore di una coppia di coniugi malati

Alla mostra del cinema di Venezia è il momento del primo film italiano in concorso. E' Paolo Virzì a rompere il ghiaccio con "The Leasure Seeker", la sua prima opera girata oltreoceano e in inglese.
Dopo "La pazza gioia", un altro road movie di coppia per il regista livornese, stavolta tratto dal libro "In viaggio contromano" di Michael Zadoorian e con al centro della scena due anziani coniugi con gravi problemi di salute che si avventurano sul vecchio camper di famiglia per vivere un'ultima vacanza insieme.
Durante la conferenza stampa che è seguita alla proiezione, Paolo Virzì ha per prima cosa raccontato la genesi del film, seduto in mezzo ai due mostri sacri del cinema che ne sono gli interpreti: Donald Sutherland e Helen Mirren.
"Non avevo un progetto di migrazione. Sono fiero di essere un regista italiano e di appartenere alla meravigliosa comunità del nostro cinema. Il progetto è nato quasi per scherzo, su insistenza di amici sceneggiatori e produttori che mi hanno spinto a scrivere un copione partendo da un libro dotato di un bellissimo spunto sovversivo".
Confessa l'iniziale turbamento nell'essersi privato di quelli che definisce "gli strumenti del mestiere: la lingua, il paesaggio familiare". Racconta di aver chiesto, quasi per difesa, di poter avere Donald Sutherland e Helen Mirren nei ruoli dei protagonisti e che, una volta scoperto che i due avevano subito accettato, tirarsi indietro sarebbe stata una follia.
Il livornese ha spiegato: "portando dietro il mio modo di vedere la vita, il cinema ma anche la mia troupe, mi sono sentito a casa pur girando negli Stati Uniti". Aggiunge poi, ridendo, che ha ripreso tutto "lungo la Route One, strada che ha lo stesso numero della SS 1 Aurelia tante volte percorsa tra Roma e Livorno."
Mirren e Sutherland hanno parole di affettuoso elogio nei confronti del regista e non sembrano frasi di circostanza. Qualunque fosse l'atmosfera sul set, è senza dubbio la recitazione di questi due monumentali professionisti a dare valore al film. Sempre in scena e profondamente complici, riescono a rendere credibile e commovente la storia di Ella e John. Non ci si stanca di guardarli interagire, così buffi e poetici nella loro sgangherata e imperfetta fuga dalla famiglia e dai medici.
Lei colpita dal cancro e malata terminale, lui con la memoria umiliata dall'Alzheimer ma insieme, forti di un amore che mette chiunque altro in secondo piano.
E' un dono poter essere partecipi dell'intimità, delle liti, delle rivelazioni che l'esistenza ancora ha in serbo per questi due esseri umani temerari e allegramente anarchici. Dopo aver vissuto in simbiosi gli ultimi cinquant'anni, hanno intenzione di continuare a farlo per "tutto il tempo che resta" e di quell'ultimo tratto, da spettatori, siamo testimoni privilegiati.
L'intreccio difetta di complessità e il film fila via liscio quasi senza nulla aggiungere alla sinossi di partenza. Anche il finale è intuibile molto presto ma alla mancanza di originalità la pellicola sopperisce con l'ingordigia di vita e di libertà emanata dai protagonisti, una cosa rara ed esemplare.
Tra toni da commedia e momenti di drammatico realismo, "The Leasure Seeker" è un omaggio elegiaco all'amore vero, quello capace di tenerezza, complicità e anche di perdono, l'unico in grado di dettare le proprie regole e di donare tutto, fino alla fine.