"Per parlare della morte di Indila la Galanti pretendeva la copertina”

Alfonso Signorini le chiese di intervistarla sulla morte della figlia. Ma la showgirl avrebbe risposto: "Parlo, ma voglio la copertina"

L'anno scorso Claudia Galanti ha dovuto affrontare un dolore che non può essere descritto e che difficilmente potrà essere lenito. La piccola Indila Sky è, infatti, morta a soli nove mesi. Dopo un lungo periodo di profondo dolore, deciso di rompere il silenzio rilasciando un'intervista al settimanale Chi.

Nell'intervista al settimanale diretto da Alfonso Signorini, la Galanti ammise che la sofferenza era così devastante da spingerla a pensare al suicidio. Il settimanale le dedicò la copertina: "Ho perso per sempre la mia felicità".

Sul settimanale Vip Signorini ha raccontato a Selvaggia Lucarelli il retroscena dell'intervista. Secondo la ricostruzione del direttore, la Galanti avrebbe accettato di parlare della morte della figlia in cambio della copertina del settimanale. “Faccio il mio lavoro - ha spiegato Signorini - propongo delle interviste e le persone sono libere di accettare o no. Certo, se mi chiedi il mio punto di vista, io non l’avrei fatta: per me il dolore ha a che fare con il pudore e non si racconta a un giornale. Quando mi sono sentito dire ‘Parlo, ma voglio la copertina’, ho pensato ‘Che cinismo!’, ma non giudico”.

Commenti

Solist

Dom, 05/04/2015 - 16:13

dite a massimo lopez che una telefonata non allunga piu la vita ma una copertina si

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 05/04/2015 - 19:52

Fortunatamente non so neanche bene chi sia questa smandrappata, ma credo appartenga alla schiera di quelle che per avere un po' di misera visibilità passerebbero sul cadavere della figlia, scusate la nota macabra, ma in questo caso si adatta bene.

jeanlage

Dom, 05/04/2015 - 23:35

Che schifo le mamme che sfruttano la morte dei figli per farsi pubblicità!

rossini

Lun, 06/04/2015 - 08:42

E poi si dice che in Italia non c'è chi riesce a trarre lucro dalla disgrazia della perdita tragica di un parente stretto. I fatti di Roma-Napoli e i numerosi deputati in Parlamento, eletti solo perché un loro congiunto è stato ammazzato tragicamente dai terroristi, dalla Polizia o in operazioni all'estero, stanno lì a dimostrarlo.

vince50

Lun, 06/04/2015 - 09:41

Credo che devastante sia essere miserabili sino a questo punto,non la presunta sofferenza da dare in pasto a tutti per una copertina.