Parola d'ordine: dimenticare suor Cristina

Ora però basta. Alla quarta edizione The Voice non può più permettersi il lusso di sbagliare nemmeno una virgola. Sia chiaro, qui si parla di musica, non di risultati televisivi, di share e di tutte quelle variabili che fanno la differenza nel gradimento del pubblico con il telecomando o lo smartphone in mano. Si parla di pop, di musica leggera, ossia della ragione sociale di un talent show che altrove ha saputo creare tendenza o lanciare successi.

Invece qui in Italia non è ancora accaduto e, in tre edizioni, The Voice of Italy ha cambiato coach e giorni di messa in onda senza però trovare il nome giusto. Tanto per capirci, anche l'ultimo vincitore Fabio Curto non è riuscito (almeno finora) a trovare una quadra nel proprio orizzonte stilistico e commerciale. Insomma, l'impressione è che, quantomeno nella sua edizione italiana che rappresenta anche l'unico talent musicale della Rai, The Voice sia ancora schiacciato sotto l'ombra lunga di Suor Cristina che ovviamente ricorderete tutti: vincitrice della seconda edizione, consacrata anche da Madonna dopo aver interpretato Like a virgin, titolare del quarto video più visto nel mondo su YouTube nel 2014. Sembrava la panacea e invece no. Sparita. Per ovvi motivi la sua carriera è tuttora ancorata a vincoli religiosi e alla mancanza di quel binomio essenziale, decisivo e spesso trascurato: per diventare popstar bisogna aver tanta «fame» e soprattutto un repertorio all'altezza.

La bella voce non basta o, quantomeno, non garantisce nulla più che una fugace attenzione. Insomma, ci vogliono le canzoni. E una strategia che sappia combinare le esigenze promozionali con le virtù compositive o interpretative. Sembra facile ma non lo è, anzi. Perciò nel corso di The Voice, stavolta la nuova giuria, che con Pezzali, la Carrà, Emis Killa e Dolcenera sembra più trasversale delle ultime, dovrebbe indirizzare scelte e selezioni in questa direzione, individuando non solo il talento che cova sotto l'inevitabile inesperienza ma anche la sua capacità di resistere in prospettiva. Altrimenti le alternative sono i colpi di scena alla Suor Cristina oppure bravi interpreti senza futuro.