Partito in Norvegia il tour europeo di Springsteen: a Milano in giugno

Vai e vieni. Il tour europeo di Bruce Springsteen, che è iniziato ieri sera a Oslo in Norvegia, sarà un vero tour de force che lo porterà fino alla fine di luglio a esibirsi in quindici nazioni. Per rendere l'idea, solo in Italia (dove i suoi concerti sono organizzati dall'affidabile Barley Arts) il Boss suonerà a debutterà a Napoli il 23 maggio, poi tornerà a Padova il 31 infinesarà a San Siro il 3 giugno e all'Olimpico di Roma l'11 luglio. Nel frattempo passerà tre volte a Stoccolma e due volte a Londra, la prima al tradizionale stadio Wembley e poi al Queen Elizabeth Olympic Park che ospitò le Olimpiadi dell'anno scorso. Piccolo particolare: in quello stesso concerto si esibiranno anche i Negramaro, che l'altro giorno hanno espresso tutta la loro soddisfazione su Twitter.
In poche parole, dopo il giro di concerti dell'anno scorso, a supporto del disco Wrecking ball, Springsteen ritorna anche quest'anno a dimostrazione che per molti (vecchi) rockettari il richiamo del palcoscenico è assai più forte di qualsiasi velleità di classifica o, peggio, di gossip e simili. Se non altro perché, dopo aver guadagnato oltre 1,6 miliardi di dollari (terzo dopo U2 e Rolling Stones) e aver venduto oltre mezzo miliardo di dischi (120 milioni solo negli Usa) nessun'altra giustificazione può esserci per un rockettaro quasi sessantaquattrenne che continua a dividere i fan solo per un motivo: c'è chi crede che suoni meno di tre ore a concerto e chi è invece sicuro che le superi ogni volta che sale sul palco. Seguire i social network per verificare. E a dimostrazione che solo lui è in grado di tenere questi ritmi c'è il turn over nella sua band. Ad esempio nel tour australiano appena concluso, il chitarrista è stato Tom Morello dei durissimi Rage Against the Machine, mentre da ieri sera sul palco è ritornato lo storico Little Steven della E Street Band. A dimostrazione che il rock è un richiamo cui difficilmente si può resistere. Se si è sinceri.