Le Pera, quando il fotografo riesce a immortalare il teatro

Nelle sue raffinate immagini di scena c'è un tocco magico

Definito da tutti «la rockstar della fotografia di scena», Pino Le Pera rappresenta l'epicentro del Teatro di prosa italiano. Quarantanove anni, figlio d'arte, si è reso testimone di innumerevoli spettacoli, vedendo debuttare registi e attori e immortalando scena dopo scena la storia dei palcoscenici più importanti. «Non mi definisco un fotografo ma un teatrante e uno studioso», racconta, sottolineando che la sua non è semplicemente una passione ma un mestiere complesso, che richiede sensibilità e talento. La tecnica usata comprende inquadrature cinematografiche e una rigorosa composizione dello scenario, che è sempre frutto di un punto di vista personalissimo. Il ruolo della fotografia nel teatro è fondamentale, giacché incarna lo strumento di archiviazione per eccellenza dell'evanescente vita della messa in scena, che altrimenti rimarrebbe impressa solo nella memoria del pubblico.

Le Pera non nasconde il suo carattere impetuoso, che negli anni l'ha portato a essere punto di riferimento del settore - ben oltre il ruolo di fotografo - e non si intimidisce di fronte alle sfide. «Ci sono due campi in cui sono imbattibile: la cultura teatrale e l'arte della seduzione», dichiara mostrandosi in una mise impeccabile, da dandy contemporaneo. La sua proverbiale eleganza si sorregge sulla cura del guardaroba, in cui non mancano capi degli stilisti più ricercati. Lontano dal cinema e dalla moda, ha sempre rifiutato di esporre le sue foto in mostre, per dedicarsi a trecentosessanta gradi al teatro, di cui sembra essere un regista-fantasma, un pilastro irrinunciabile. Nella prossima stagione, che parte a ottobre, vedremo il fotografo impegnato in ben sette tournée in giro per il Belpaese, tra cui Il ritorno a casa di Harold Pinter con la regia di Peter Stein. Grande appassionato di drammaturgia («conosco Shakespeare meglio di Shakespeare»), usa l'arma dell'ironia come una costante della quotidianità e promuove la ricerca della bellezza in quanto simulacro di eleganza e grazia, impossibile nella dimensione della volgarità. Il teatro di prosa italiano da anni non fa a meno di Le Pera, che con il suo travolgente ardore, regala armonia e soprattutto rende immortale quell'attimo fugace della recitazione, che dal palco alla fotografia non interrompe il suo ciclo vitale.