Perché una minoranza religiosa ce l'ha a morte con Snoop Dogg

Un video del rapper, dicono, insulta ciò in cui credono. "Fossimo stati musulmani sarebbe stata una rivolta. Ma siamo pochi"

Donne seminude, marijuana come piovesse e un set vagamente ispirato ai fasti dell'antica Persia. Non fosse per questo ultimo particolare, il video che il rapper statunitense Snoop Dogg ha girato insieme all'artista iraniana Amitis rientrerebbe in pieno in un certo immaginario del rap più gangster e sboccato.

La parte visuale di King, brano dell'artista pop di origini iraniane, per la verità non molto conosciuta a queste latitudini, ha fatto dissotterrare l'ascia di guerra ai membri della comunità Parsi, seguaci dello zoroastrismo che vivono in India.

Snoop Dogg, che nel brano fumo con diletto uno spinello, dedicandosi a un vizietto che non ha mai nascosto e su cui anzi ha composto diversi brani, è seduto sotto un Faravahar, quello che per gli zoroastriani è il simbolo religioso più sacro e un'immagine spesso associata alla storia persiana. Un affronto bello e buono, a sentire i fedeli, seguaci di un culto antichissimo.

"Vorremmo che il video fosse rimosso - ha detto a Foreign Policy Darayas Jamshed Bapooji, presidente dell'Associazione dei parsi zoroastriani di Kolkata, in India -, e dovrebbero scusarsi per averlo girato prima di tutto. È il minimo in cui possiamo sperare".

Una lamentela forse giustificata, accompagnata da una considerazione molto pragmatica. Sono solo 200.000 gli zoroastriani rimasti oggi al mondo. "Non è giusto, è solo perché siamo una minoranza. Avessero fatto lo stesso con i musulmani o gli indu, qui ci sarebbero state rivolte".