Perduto, ritrovato e ora in sala ​Ecco il Welles italiano mai visto

Al Lido, le inedite versioni restaurate di "Otello" e "Il mercante di Venezia"

Sembra trascorso un secolo, eppure era solo il 2011 quando la preapertura della Mostra di Venezia diretta da Marco Müller veniva affidata a Box Office 3D di Ezio Greggio. Ora che al timone c'è Alberto Barbera, al suo ultimo anno di mandato, il giorno prima della prima della 72ma edizione (2-12 settembre) ha tutto un altro sapore. Così nell'anno del centenario della nascita di Orson Welles ecco che la giornata di oggi in sala Darsena al Lido si trasforma in un appuntamento imperdibile con la proiezione, a partire dalle 20,30, di due suoi film «veneziani» di ispirazione shakespeariana eccezionalmente recuperati e restaurati: Il mercante di Venezia e Otello. Come spesso è accaduto nella storia artistica di Welles anche per queste due opere le difficoltà di realizzazione sono diventate leggendarie.

A partire dal mai finito Il mercante di Venezia, un progetto del 1969 che avrebbe dovuto far parte di Orson's Bag , una serie di film di «viaggio attraverso il mondo» con Welles protagonista, destinati alla CBS che però smise di finanziarli. Nel 1982 Welles raccontò che il negativo era stato rubato in circostanze misteriose ma del film esistevano frammenti sparsi in giro per il mondo, negli archivi di Cinemazero presso la Cineteca del Friuli, alla Cinémathèque Française, al Filmmuseum di Monaco di Baviera e alla Cineteca di Bologna. Ma proprio a Cinemazero, Riccardo Costantini e Alice Ruspoli hanno ritrovato 700 metri di pellicola con annesso sonoro che, insieme alla recente scoperta della sceneggiatura originale nella collezione di Oja Kodar all'Università del Michigan e alle note del compositore Angelo Francesco Lavagnino (lo stesso di Otello e Falstaff ), hanno consentito di ottenere una copia del film che Welles girò in costumi settecenteschi a Venezia, Asolo ma anche a Roma e davanti alla cattedrale di Traù in Dalmazia.

A seguire, la serata Welles prevede la proiezione di Otello nella versione italiana lunga, con i dialoghi a cura di Gian Gaspare Napolitano supervisionati dallo stesso regista, che sarebbe dovuta essere presentata a Venezia nel settembre 1951 ma che il regista ritirò all'ultimo momento dal concorso. Una nuova versione, più corta ma in inglese, fu presentata al Festival di Cannes nel maggio 1952 vincendo la Palma d'Oro ex aequo con Due soldi di speranza di Castellani. Il restauro ora è a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale che ha pubblicato anche il volume L'Otello senz'acca. Orson Welles nel fondo Oberdan Troiani di Alberto Anile proprio sulle vicende della versione italiana del film.

Sempre al Lido sarà possibile visitare la singolare esposizione Shakespeare & sigari. 12 studi per personaggi shakespeariani dipinti da Orson Welles , a cura di Bianca Lavagnino e Sergio Toffetti, con il retro delle scatole di legno dei sigari preferiti da Welles su cui aveva dipinto a olio negli anni '60 una serie di personaggi shakespeariani: Macbeth, Otello, Falstaff e l'amato Shylock perché, diceva, «il ruolo che davvero sogno di interpretare è l'ebreo di Shakespeare. Io sono cristiano, non che la cosa importi, ma ho sempre sentito una certa affinità con quel personaggio».

di Pedro Armocida

da Venezia