"Qui lavoro con più libertà", Chiambretti torna su Canale 5

Al via domani, in seconda serata, su Canale 5, Grand Hotel Chiambretti. "Uno show vecchissimo" promette ironicamente il conduttore

"Sarà un programma molto semplice. Anzi, molto vecchio, vecchissimo. Sarà un talk show. L’obiettivo è accendere la seconda serata di Canale 5". Così Piero Chiambretti, in un'intervista al Corriere della Sera, spiega la missione della sua nuova avventura televisivia, "Grand Hotel Chiambretti", che partirà domani, sulla rete ammiraglia del gruppo Mediaset.

Lo showman è molto affascinato dalla dimensione degli alberghi - chiaro il richiamo nel titolo del programma - sia come crocevia di incontri che come "luoghi non luoghi", dice, "simili alla tv". Il nome "Grand Hotel Chiambretti", però, fa pensare anche a "Grand Hotel Budapest", film candidato a 9 premi Oscar: infatti il legame col cinema c'è. Durante la trasmissione si raccoglieranno fondi per restaurare "I mostri" di Dino Risi.

Generalmente allergico ai format, Chiambretti, però, è stato conduttore di "Striscia la notizia" e ha quasi sfiorato "L'Isola dei Famosi": "Si era accarezzata l’idea di una mia partecipazione in studio, come uno dei conduttori. Poi la cosa è sfumata...".

Un rapporto, quello tra Chiambretti e Mediaset, che va da "Chiambretti Night" fino a "Supermarket" e continua, felicemente, oggi: "Qui lavoro con una libertà che non avrei neanche in Rai. Non voglio nascondermi dietro a un dito su Supermarket: per come era immaginato non poteva avere la considerazione di un pubblico vasto. Ma è stato utile per questo progetto dove la parola chiave è: concretezza".

In studio non vorrebbe il Papa, come certi colleghi "megalomani", ma "personaggi".

L' "Hotel" del più irriverente degli anchorman della tv aprirà, infatti, le sue porte con un cast da prima pagina: "il bomber dell’Inter Mauro Icardi e la sua Wanda Nara, poi Christian De Sica mentre l’ospite fisso del programma è il presidente della Sampdoria Ferrero". E sugli argomenti, infine, aggiunge: "Credo che la tv politica debba essere faziosa: solo così crea un corto circuito".

Commenti
Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 20/02/2015 - 01:13

È quasi lapalissiano ciò che dichiara Chiambretti. La percentuale di dipendenti trinariciuti nelle reti Mediaset non arriva a interferire con le linee editoriali come succede invece in RAI. LE TV DI BERLUSCONI SONO PER FORTUNA CONTRAPPOSTE ALLA TV DI REGIME.