Placido racconta «7 minuti» di battaglia sindacale

Il regista attore presenta un film, tutto al femminile, girato in una fabbrica tessile di Latina

Mentre l'Italia non ha più fabbriche, né lavoro (5 milioni i nostri giovani all'estero in cerca di occupazione), Michele Placido porta alla Festa di Roma il suo 7 minuti (dal 3 novembre), drammatico film operaista e tutto al femminile, con Ottavia Piccolo, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Violante Placido e Ambra Angiolini, citando le attrici più note al grande pubblico. Il regista e attore parla delle difficoltà che ha incontrato mentre realizzava il progetto, ispirato a La parola ai giurati di Sidney Lumet. «In Italia è difficile fare un film sul lavoro, interpretato, poi, da undici donne. Mi dicevano: Miché, meglio la commedia!. Ma non mi sono arreso e ho approntato un cast in grado di attrarre pubblico», spiega l'autore. Tratto dall'omonima opera teatrale di Stefano Massini, 7 minuti narra una storia vera, accaduta nel 2012 in Francia, a Yssingeaux. Dove undici operaie di un'azienda tessile e di nazionalità diverse sono chiamate al tavolo delle trattative di fronte a una multinazionale: in poche ore dovranno decidere il destino delle 300 colleghe che aspettano fuori dalla fabbrica. «In una società in cui il divario sociale si accentua e il confronto sindacale manca, emergono i bisogni, l'ego e la disperazione di ciascuna. Mi sono ispirato anche a Quel pomeriggio di un giorno da cani, ancora di Lumet. Per stare al passo con lui, ho scelto di riprendere chi ascolta e non chi parla», dice Placido.

Per Fiorella Mannoia, cantante che esordisce sullo schermo, «quel periodo con i consigli di fabbrica e le richieste di diritti è sconosciuto ai più giovani, che non hanno vissuto quella realtà. Noi camminiamo sul filo sottile d'una nuova schiavitù». Per Ottavia Piccolo, qui nel ruolo di Bianca, operaia combattiva, l'importante è parlare dei problemi del lavoro. «Almeno, parliamone. C'è mancanza di fiducia in chi ci rappresenta: io voterò no al referendum, perché non l'ho capito», fa il suo endorsement antirenziano l'artista. Per Violante Placido «i giovani sono distanti dalle problematiche legate al lavoro, perché oggi tutto va troppo in fretta e non c'è spazio per riflettere».

Girato in una fabbrica tessile di Latina 7 minuti ha emozionato le attrici sul set, coinvolte in prima persona. «È un film che fa riflettere anche sul momento politico che stiamo attraversando in Italia. Attorno a noi c'è il vuoto, tutti si sentono ingannati e cercano una speranza, un appiglio», conclude Placido, fiero di aver lavorato con Stefano Massini, «appena in tempo, prima che Sam Mendes gli telefonasse per chiedergli di poter adattare la sua Lehman Trilogy».